Sono nove i rigori concessi al Catania dall’inizio del Campionato ad oggi, una media più alta di un penalty ogni due gare. Bella statistica e bella sensazione sapere che ogni 180 minuti hai quasi un gol assicurato. Non so voi, ma ho l’impressione che il Bologna non stia beneficiando della tutela che una squadra di quel nome (in B) dovrebbe avere. E’ brutto da scrivere quando si trattano argomenti sportivi, ma dal momento che altre società godono di questa garanzia, sarebbe lecito e auspicabile che un trattamento di riguardo fosse riservato anche ai rossoblù. In fin dei conti, la storia tra A e B non è cambiata di molto. L’aggravante è che in cadetteria le big non ci sono, anzi, una delle poche saremmo noi. Peccato che quando tocchi ai rossoblù godere di un certo trattamento, non dico di favore ma semplicemente equo rispetto al passato, ci sia sempre qualcuno che ci scavalchi come peso politico. L’unico penalty concesso ai felsinei risale alla prima giornata a Perugia e ormai a babbo morto con noi in dieci e loro avanti di due reti. Tra l’altro, prima ancora dell’errore su Calaiò, Pairetto (figlio di quel Pierluigi coinvolto in Calciopoli) nega secondo me un evidente rigore su Bessa che Sky, con un replay da distanza siderale, non ha neanche preso in considerazione. In qualsiasi modo venga rigirata la frittata, a rimanerne scottati siamo sempre noi. Ecco, qualcosa che non va si nota e il quadro generale (con lente d’ingrandimento sugli etnei) è nitido. Inoltre, il Carpi allunga di nuovo in vetta, ma con l’incombenza di un gol fantasma non concesso al Bari. Non aggiungo altro, sembra che contino tutti di più del Bologna.
Defraudati e sciuponi, quando il pari fa rabbia. Ad ogni modo: Saputo c’è
Fino a qui gli arbitri, poi c’è il match e le considerazioni tecniche che ne scaturiscono. Innanzitutto, continua il giusto atteggiamento con cui gli uomini di Lopez approcciano i match più delicati. Anche nel difficilissimo campo di Catania, i rossoblù sono stati determinati e concentrati, sostanzialmente dominando la prima parte di partita e andando meritatamente avanti di due reti. Peccato sia ricomparsa la sindrome da rimonta, anche se le attenuanti sono indirizzate verso il direttore di gara e i miracoli di un Frison in stato di grazia. Neanche Coppola è stato da meno con due interventi decisivi che ne riscattano un’età non più giovanissima, ma ancora condita dalla giusta reattività, aspetto su cui anche io lo avevo criticato. Ci sono poi le tante palle gol create, sinonimo comunque di manovra di qualità in Serie B e di una squadra che propone calcio, sotto questo aspetto la differenza rispetto al recente passato è evidente perché noi tutti ci ricordiamo le difficoltà del Bologna anche solo ad avvicinarsi alla porta con manovre statiche, raffazzonate e del tutto prive di costrutto. Insomma, quantomeno il pubblico si diverte guardando partite al cardiopalma, non aspettando da un momento all’altro l’arrivo della sconfitta ma ammirando una squadra che gioca nonostante tutti gli evidenti difetti che ancora palesa. Se non fosse così saremmo primi in classifica.
Fra i best player in trasferta c’è ancora una volta Zuculini, giocatore che in campo dà tutto e stavolta non me la sento di condannare la sua sostituzione perché era abbastanza chiaro come l’argentino non ne avesse più e stesse caracollando sulle proprie gambe. Diciamo che dal punto di vista della cabala, con lui in campo il Bologna è avanti nel punteggio mentre quando esce si viene raggiunti. Sono inoltre contento per il ritorno al gol di Acquafresca, peccato abbia sprecato il contropiede del tre a uno; anche in questo caso nessuna novità. Ecco, vedendo come le squadre fossero allungate nella ripresa, l’assenza di Cacia è pesata davvero tanto, con tutto quello spazio un gollettino lo avrebbe sicuramente fatto. Sono altresì sicuro che un Oikonomou al posto di Paez avrebbe evitato anche l’uno a due, nonostante lo spagnolo non sia deragliato nel corso del match. Ho visto sue prestazioni nettamente peggiori. Che dire, un po’ arrabbiati lo siamo, sia per non aver chiuso i conti sia per una decisione arbitrale dubbia. A questo giro non credo che il mister abbia responsabilità, le scelte erano obbligate e non ha tolto uomini in avanti per tentare di gestire il risultato come successo a Livorno, infatti avremmo potuto segnare quattro reti. Siamo ancora terzi, la squadra ha mostrato personalità (chi scrive il contrario sbaglia) e procediamo con la tabella di marcia che avevamo prefissato prima di gennaio: rimanere in corsa in attesa del mercato.
Chiudo con una considerazione societaria. Saputo, dopo aver firmato la nota congiunta, ha parlato alla stampa bolognese tranquillizzando tutti, compreso la precedente proprietà in subbuglio da qualche settimana. Ha ammesso di aver sentito Guaraldi per garantirgli la chiusura della faccenda con il versamento della seconda parte di aumento di capitale. Diciamo che gli accordi sono stati riscritti ed è chiaro come fosse necessario un suo maggiore sforzo economico per traghettare il Bfc alla tranquillità. Lo farà, si è presentato qui per versare e non allo scopo di rilasciare annunci mediatici per poi scappare via lasciando tutti quanti nel guano. Stiamo parlando di Joey Saputo, un imprenditore con una reputazione che non può permettersi di rovinare la propria immagine con azioni che da queste parti abbiamo già visto in passato. E’ venuto qui, ci ha messo la faccia e verserà tutto quanto il necessario per andare avanti e rinforzare la squadra a gennaio. Abbiamo finalmente un chairman ricco, possiamo dopo tanto tempo guardare le partite e concentrarci sugli aspetti prettamente tecnici, senza la spada di Damocle del fallimento o di una proprietà incapace. Ho sempre sperato in questa coppia al comando: Tacopina presidente operativo e Saputo a garantire dal punto di vista economico. Su questo ultimo aspetto, visto che si continua a ribadire l’onerosità dell’intervento saputiano, mi piacerebbe sapere se tutti i sostenitori di Zanetti sono ancora così convinti del fatto che da Treviso sarebbero stati versati tutti i “millemila” milioni di euro che servono al Bologna per campare. Così d’emblée, a fondo perduto. La domanda è sempre la stessa: perché Zanetti non li ha messi subito, nel 2010? Misteri. Sinceramente preferisco un magnate estero che si presenta qui con una nuova concezione di marketing (quindi di introiti) e con lo scopo di creare un business che consenta alla società di non investire, anzi, buttare, denari nella spazzatura. Esattamente quello che abbiamo fatto negli ultimi anni: scialacquare denaro. Per quanto mi riguarda non ho dubbi, chi invece continua ancora ad aleggiare spettri nefasti spero si possa ricredere presto. Stavolta, il “si stava meglio quando si stava peggio” lo rifiuto categoricamente. Stavamo da schifo, ora abbiamo un futuro e una valida prospettiva.
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