Mentre il mondo vive nell'angoscia del terrorismo islamico, un fenomeno che rischia di mettere sotto scacco la nostra tranquillità di civili cittadini europei, Bologna è in preda ad una specie di rinascita calcistica che distoglie, almeno per un po', i nostri pensieri dalle orribili vicende di cronaca prodotte da chi non ha a cuore le sorti del pianeta e della sua umanità. E' un palliativo, perché ci sentiamo in pericolo, ma il fatto che la nostra squadra del cuore stia riacquistando i connotati pieni zeppi del blasone che la sua storia porta con sé, è un aiuto a farci vivere la quotidianità con meno terrore. Il calcio non cura il terrorismo, ci può però aiutare ad alleggerire la pressione senza dimenticare quello che succede.
C'è un bel clima, si respira aria di rinascita
Preambolo dovuto, non avendo ancora affrontato un argomento che chiunque fa (o abbia fatto) questo mestiere tocca nelle corde più intime e profonde; oltreché lavorative. Torniamo però al cuore centrale di questo Spunto: il clima. Batto su questo tasto da diversi giorni, lo so, sono ripetitivo, e leggere nomi di mercato di peso accostati al Bologna fa sussultare il cuore di ogni tifoso e percepire con concretezza che certi fasti di un tempo si stanno avvicinando. Alcuni sono lontani, lontanissimi per certi versi, ma l'importanza mediatica che questa sessione di mercato sta avendo per il Bologna risulterà fondamentale nel futuro. Quando a Sky uno dei giornalisti di punta parla di calciomercato inserendo il Bologna su ogni trattativa, significa che Tacopina e Saputo ci hanno portato esattamente dove tutti noi speravamo di arrivare: sulla breccia dell'onda. Può essere un ragionamento semplice, basilare e forse facilone, ma più si parla di Bologna a livello nazionale e più si acquisisce uno status maggiore in termini di importanza per la nostra società. Andare ai grandi tavoli di trattazione con Juventus, Fiorentina e Milan, parlando di giocatori di livello e non di scarti a fine carriera pronti a svernare e ciucciare soldi o giovani sconosciuti da lanciare per conto di altri, è il sintomo che il Bologna (finalmente) è tornato ad essere una società sorretta da ingenti capitali e capacità dirigenziali non indifferenti nel panorama calcistico nazionale. Ditemi voi in B chi può anche solo abbozzare un discorso con la vecchia signora per Giovinco o con i viola per Ilicic. Rispondo io: nessuno. Nel frattempo prendiamo Saponara mentre il Catania arriva a Belmonte e si lascia scappare il "desiderio" di mercato Di Cesare ad un passo dal Bari. C'è differenza nella qualità dei nomi. In attacco mentre noi trattiamo Giovinco loro cercano di prendere Ardemagni scartato ultimamente un po' ovunque, compreso il Bologna. Paparesta, che in estate ha investito tanto - ricordate quanto ci faceva paura una volta preso De Luca? - ora ci sta dietro e va a prendere Ebagua e Schiattarella, due onesti mestieranti della B ma niente di trascendentale.
In sostanza, i rossoblù stanno effettuando un mercato da A nonostante siano in B, questo perché, come ha detto Sansone ieri "si accetta Bologna per il blasone e non per la categoria". Parliamoci chiaro, noi tutti sappiamo che la B è stato un rifugio dal fallimento solo di passaggio, in attesa di alloggiare in hotel più comodi e con confort pluristellati come può essere la tv satellitare in camera, la stessa che a giugno è pronta a darti trenta milioni se risalirai nel calcio che conta. Ma in un certo senso ci siamo già, con Saputo, Fenucci e Corvino abbiamo alle spalle una società che tutti ci invidiano e non una denigrata e criticata da ogni angolo. I tempi in cui, ad esempio, si corteggiava Delio Rossi senza riuscire a prenderlo perché Bologna era considerata una piazza minoritaria sono finiti. Ce li vedete certi dirigenti rossoblù del passato che bussano alla porta della Juve per Giovinco senza essere rispediti al mittente senza se e senza ma? Bè, l'immagine divertita (o forse no…) mi passa eccome per la testa. Nulla di tutto questo ragazzi miei, i vari Giovinco o Ilicic potrebbero anche non venire, ma il semplice fatto di aver avuto la credibilità sul mercato di provarci, riporta il Bfc dove merita di stare. Tra le squadre rispettate e considerate del calcio italiano. E poi, pensate se uno di questi obiettivi arrivasse davvero…che spinta propulsiva avremmo per convincere altri importanti giocatori del nostro progetto! Un effetto domino non indifferente. Nel frattempo mettiamo un Sansone e un Saponara in più nel motore, con tutto rispetto per Ardemagni.
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