L'anno scorso di sti tempi percepivamo strane sensazioni, per non dire nauseabondi odori di Serie B. A distanza di dodici mesi, invece, il Bologna si profuma della quarta essenza, per niente bella, ma importantissima. Il Bologna infila la quarta vittoria consecutiva espugnando il Comunale di Chiavari imbattuto da settembre. Certo, non abbiamo detto San Siro ma il fatto che pure il Carpi sia capitolato in Liguria testimonia la difficoltà della partita nonostante la notevole disparità tecnica; almeno sulla carta. In realtà, i valori sono stati molto appiattiti dal sintetico insidioso e gibboso a cui i rossoblù hanno dovuto far fronte, unito all’aggressività che i padroni di casa hanno manifestato in quella che, per loro, era LA partita. Inoltre, le tre assenze per squalifica hanno costretto Lopez ad una formazione rimaneggiata, aspetto da non sottovalutare viste le prestazioni non esaltanti di alcuni sostituti. Con tutto rispetto, tra Casarini e Zuculini c’è differenza, così come tra Ceccarelli (che qualche difettuccio ce l’ha) e Garics (che ne ha di più). In mediana, ruolo da sempre fondamentale, Bessa non si è espresso al meglio e Buchel non è ancora sui suoi livelli, ci vorrà un po’ di pazienza ma è comprensibile essendo stato fuori più di due mesi. C’è stato, gradita sorpresa, anche il ritorno di Diego Perez, parso più pimpante rispetto alla prima apparizione in quel di La Spezia, trasferta in cui il Bologna ha scialacquato una vittoria ormai in pugno. In quell’occasione i rossoblù dominarono ma si sciolsero nel finale, mentre ieri i tre punti sono arrivati con sofferenza anche se giocando peggio e con un avversario più debole. Altro inequivocabile segno della difficoltà di un campionato in cui non sai mai cosa può capitarti: le sorprese sono sempre dietro l’angolo.
C'è odore di Serie A, il Bfc si profuma della quarta essenza
Vittoria dunque di pura mentalità, nata solamente dalla voglia di vincere di questa truppa che, bisogna ammetterlo, Lopez ha creato a sua immagine e somiglianza: ovvero ragazzi che lottano e sudano indipendentemente dagli errori che possono commettere in campo. Tutti escono dal rettangolo verde al novantesimo sfiniti, senza energie e consapevoli di aver remato uniti dalla stessa parte, perché partite come quella di Chiavari non sempre si riescono a vincere con la tecnica e la maggiore qualità, ma semplicemente con cinismo lottando su ogni pallone con lo stesso atteggiamento di una piccola. E’ questo lo step necessario per ritornare in Serie A e la testimonianza è il sacrificio di Cacia al novantesimo nell’inedito ruolo di terzino a difendere un vantaggio prezioso. Nonostante una partita insufficiente, il bomber ha mandato un segnale dell’unità di questo gruppo. Sono sintomi di inestimabile valore di un attaccante da sempre considerato un lusso in Serie B e poco avvezzo al lavoro di sacrificio. Per il resto, ancora buone cose sono state messe in mostra da Masina, il quale in una partita non facile (condita da qualche disattenzione) ha comunque mantenuto la barra dritta senza perdere lucidità, un ulteriore segno della maturità del ragazzo che rimane vivo e concentrato dove altri invece perdono la testa per emozione e pressione. L’Entella sugli esterni ci ha fatto male e non era facile per una difesa giovanissima giocare contro due volponi come Mazzarani e Sansovini.
Allargando un po’ l’orizzonte, in questo specifico momento della stagione ci sono tre compagini un gradino sopra le altre. Sono le prime della classe Carpi, Bologna e Livorno. I biancorossi non entusiasmano ma hanno ripreso a vincere, i toscani si dimostrano squadra labile dietro ma con un potenziale offensivo di primo ordine mentre i rossoblù appaiono i più completi e attrezzati per il grande ritorno in A. Soprattutto con un Corvino a dragare il mercato a caccia di rinforzi. Questo non significa che tutto sia già scritto, semplicemente che tre formazioni hanno stabilito una gerarchia di valori chiara. Detto questo, come sempre ripeto da inizio stagione, per il Bologna partite facili non ce ne saranno e ogni volta ci si porrà davanti un ostacolo nuovo o un avversario pronto a sputare sangue in campo pur di non farci vincere. E’ successo a Chiavari ma ne siamo usciti indenni. Ci sarà da soffrire, lotteremo fino alla fine e continueremo a guadagnarci con le unghie ogni singolo punto. E’ la durezza e la crudeltà della B. In questo scenario, con le sembianze di un purgatorio, questo Bologna naviga verso l’uscita a suon di punti e vittorie. Toccatevi tutti quanti, ho sempre creduto alla A una volta arrivati gli americani e con quattro vittorie consecutive il sogno inizia ad assumere i contorni della certezza. E’ ancora presto ma i ragazzi mi conquistano ogni giorno di più: vincono anche quando giocano così così. L’ineluttabile conseguenza di essere una grande squadra.
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