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Aiutiamo il soldato Cacia

Manuel Minguzzi

Parto da un presupposto, l'attaccante ancora in attività con più marcature segnate in cadetteria non può essere diventato brocco tutto d'un tratto. Daniele Cacia è ad un passo dalle 100 marcature in B e da tutti è riconosciuto come un valore aggiunto per questa categoria. E' chiaro che questo status non glielo porta via nessuno, nemmeno un girone di andata sotto le aspettative. Tutti noi ricordiamo le 24 reti segnate due anni fa con il Verona e in automatico pensiamo che l'attaccante possa riproporcele in un contesto diverso, aspetto da sempre sottovalutato nel mondo del calcio le cui statistiche sono si composte dalle prestazioni in campo, ma spesse volte dipendono anche dagli schemi con cui si viene disposti sul rettangolo verde e dai compagni che ti assistono. Noi, ad esempio, non abbiamo le caratteristiche del Verona di Mandorlini. Per prima cosa gli scaligeri giocavano 4-3-3, schema inizialmente tentato da Lopez ma poi accantonato per il più consono (per lui) 4-3-1-2. Quel due porta inevitabilmente Cacia a spartire la sua zona di campo con un compagno di reparto, un aspetto che può limitare i suoi movimenti e il suo modo più congeniale di attaccare. Tra l'altro, se quell'attaccante è Acquafresca, quindi come caratteristiche molto simile a lui, si capisce come il Bologna non abbia soluzioni particolari per mettere in risalto le qualità dell'attaccante ex Verona. In tutto questo, dobbiamo inserisci un calo della mediana (da quando Buchel si è fatto male il rendimento non è più lo stesso) e quello di un Laribi importante ma non decisivo come in altre circostanze sia in termini realizzativi che di assist. Inoltre, cross dal fondo praticamente non ne giungono, perché da una parte Morleo non ha in faretra questo fondamentale, mentre dall'altra Ceccarelli è sicuramente più incisivo ma il gioco di Lopez non è costruito per arrivare sull'out e crossare. Infatti Zuculini molto spesso attacca direttamente la porta in zona centrale.

Ecco, il fatto che manchi l'apporto fondamentale in termini di gol da parte degli attaccanti è un fatto assodato, ma è anche vero che i rifornimenti latitano e la squadra ha subìto un'involuzione rispetto a qualche tempo fa, quando vinceva e convinceva. La qualità del gioco è un po' scemata e, di conseguenza, le palle giocabili dall'attacco. Non dobbiamo poi dimenticare anche tutto il lavoro delle punte in fase di non possesso palla, compiti che sfiancano e fanno perdere lucidità agli avanti quando si tratta di finalizzare.

Ora, è vero che Cacia qualche gol lo ha pure sbagliato, ma è altrettanto vero che i risultati di una squadra non dipendono solo ed esclusivamente da un giocatore. Tra l'altro Daniele viene da un anno di panca e da un'estate in parte vissuta da solo ad allenarsi e non in riitiro con i compagni. Qualche attenuante c'è, soprattutto - lo ammetto - mi piacerebbe vederlo stabilmente nei pressi della porta senza per forza dover svariare su tutto il fronte. Le movenze ad evitare punti di riferimento dovrebbero essere prerogativa delle seconde punte scattanti e tecnicamente dotate (un Sansone ad esempio) e non dei cosiddetti perni centrali. Chissà che l'arrivo di un uomo d'attacco non giovi all'ex Verona, il quale dovrà giocare d'intesa con un uomo che può girargli attorno e non con un più simile Acquafresca con cui palesemente non ha feeling. Lo si vede ad occhio nudo che faticano a trovarsi, fermo restando che Robert perde tanta lucidità quando si tratta di fare la giocata utile in zona gol.

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Toccherà dunque a Corvino aiutare (o salvare) il soldato Cacia, con il dirigente leccese ieri ufficializzato come nuovo responsabile dell'area tecnica. Corvino lavora da due mesi al mercato del Bologna, non stiamo agendo in ritardo, anzi, la lista è pronta e a gennaio si tenterà l'assalto ai nomi scritti più in alto. Immagino che sul taccuino ci sia un rinforzo per reparto, partendo dall'attacco.

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