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Possiamo tranquillamente dirlo: l’arrivo di Domenico Tedesco al Bologna, ha spiazzato un po’ tutti. Il valzer degli allenatori era appena partito e la logica imponeva un mister nostrano fra quelli rimasti al palo. Così si erano spesi nomi come Di Francesco, Grosso, Cuesta, Pioli e Palladino. Sartori ha sorpreso tutti, anche gli addetti ai lavori ed ha scelto Tedesco. Nato in Italia ma di nazionalità tedesca, Domenico ha già discreta esperienza internazionale, avendo allenato Schalke, Lipsia, nazionale belga e Fenerbahce. Quando Tedesco ha appreso che il suo vice voleva restare in Germania, ha subito fatto richiesta alla dirigenza rossoblu di proporgli qualche alternativa. Dopo averci pensato un po’, gli hanno proposto Andrea Tarozzi, già vice allenatore di Pea, D’Aversa, Cioffi e Pioli. Non è stato facile lasciare Pioli; non lo avrebbe mai lasciato per qualsiasi altra società che non fosse il Bologna. Dopo qualche telefonata e video call con Domenico Tedesco, i due si sono subito piaciuti ed è così nata, per il Bologna, questa accoppiata, un mix di internazionalità e bolognesità. Sono sincero, questo binomio mi intriga alquanto. Così Andrea, rientra nel Bologna a distanza di 29 anni, quando nell’estate del 1997, da calciatore lasciò il Bologna per accasarsi alla Fiorentina. Fu una scelta difficile, non voluta ma quasi obbligata dalla società, all’epoca di Gazzoni Frascara
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