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L’imprevedibilità di Thiago Motta

Redazione TuttoBolognaWeb
di Gionni Forlenza

Il Bologna corsaro al Ferraris, ci ha consegnato un’altra squadra,  quasi inedita in alcune zone del campo. Da quando è arrivato Thiago Motta, la formazione al fischio d’inizio, non è mai stata la stessa; un po’ per scelta tecnica e un po’ per cause di forza maggiore, determinata da infortuni e squalifiche. Il Bologna riesce a giocare quasi a memoria nonostante gli interpreti, per 2-3 undicesimi, non siano gli stessi e al tempo stesso, all’avversario si regalano pochi punti di riferimento. L’aggettivo più appropriato della gestione Motta, è l’imprevedibilità. Durante la settimana, il tecnico italo brasiliano prepara la partita provando schemi sui calci piazzati. Ad ogni calcio di punizione o calcio d’angolo a proprio favore, si ha la sensazione che possa sempre accadere qualcosa. Anche il possesso palla, non è mai banale; ad ogni azione, vengono sempre coinvolti quasi tutti i giocatori, con cambi di gioco veloci, alternati a verticalizzazioni repentine. Un Bologna che, Monza a parte, da sempre la sensazione di poter far male all’avversario. Motta chiede anche un pressing alto in fase di non possesso palla; rubare palla nella trequarti avversaria, è ben diverso che rubarla nella propria trequarti.