Tutto Bologna Web Editoriale Un Foschi (o chi per lui) al giorno...

Un Foschi (o chi per lui) al giorno...

Redazione TuttoBolognaWeb

Il Bologna è perennemente in agonia. I conti che non tornano, la classifica che è deficitaria e se, putacaso, tutto sembra essere tranquillo ecco che salta fuori qualche procuratore che chiede gli arretrati, o vociferare di cessioni illustri. Discorsi che si rincorrono da tempo a cui si aggiunge la storica spada di Damocle dello sfoltimento della rosa, oramai una leggenda che racconteremo ai nostri figli o, seduti su una panchina al parco, tra coetanei molto in là con gli anni: “Ti ricordi quando il Zanzi aveva trenta giocatori da vendere e faticava anche a darli in prestito?” - “Per me erano anche quaranta...” aggiunge un canuto ottuagenario - “no, no, mi ricordo benissimo, erano quasi cinquanta...” spara alto un altro anziano del gruppo.

Ma intanto, con la accesa speranza che il Bologna regga fino alla fine senza retrocedere, un punto fisso, finalmente la società lo deve mettere. Ed è Foschi (o chi per lui). Il cui lavoro sarà arduo e assai difficoltoso, da qui all'apertura del prossimo calciomercato. E' necessario che un nuovo ds venga a dar ordine, ai conti, ad un sistema, ad un organizzazione che finora è stata alquanto lacunosa e inconcludente. Il suo lavoro sarà quello di far quadrare quattro liste: prestiti, scadenze, comproprietà, e giocatori di ritorno.

Nella prima ci sono Curci, Mantovani, Laxalt e Cristaldo, 1 milione e 750 mila euro di ingaggi complessivi di cui possiamo tranquillamente fare a meno, dato che Stojanovic può essere pronto per il grande salto, il rientrante Ferrari può fare lo stesso minutaggio del difensore voluto da Pioli, Laxalt essere sostituito da una schiera di centrocampisti in rientro dai prestiti (Casarini? Pulzetti?, Yaisien?) e Cristaldo che, con 5,5 milioni di cartellino, non può rientrare nei piani del Bologna.

La lista delle scadenze di contratto vede una difesa che ha l'occasione di rinnovarsi (Natali, Cech, Antonsson, Crespo) anche perché con un età media da far venire i brividi visto che il calcio moderno si è velocizzato a dismisura. Ma qui il discorso passa a Bagni. Se saprà individuare giocatori pronti e convenienti allora si potrà lasciare tutti al loro destino, altrimenti si dovrà tentare un approccio accomodante puntando all'abbassamento degli ingaggi (1,7 milioni solo per pagare Natali, Cech e Antonsson). Altro giocatore nella lista è Moscardelli che, per l'apporto di minuti e di gol che da alla squadra (e per i suoi 35 anni), difficilmente è riconfermabile.

Comproprietà. Khrin, si vede, sta dando l'anima per cancellare anni di buio e farsi riconfermare a Bologna. Un suo passaggio all'Inter lo vedrebbe fuori rosa in cerca di un acquirente decente che creda in lui. Il dubbio che sia un fuoco di paglia resta, e tenerlo perdendo parti delle comproprietà (quindi di denaro fresco) di Capello o Taider, potrebbe non dare i frutti sperati (e ritrovarsi l'anno prossimo con il “solito” Krhin che fa passaggini di due metri in orizzontale). Della Rocca è un discorso aperto con il Palermo, potrebbe rimanere grazie alla voglia dei rosanero di disfarsene pur di rimetterci, certo è che se gli allenatori che si succedono nel Bologna lo continuano a far giocare fuori ruolo questo Della Rocca non serve a nessuno (e nemmeno alla sua carriera). Djokovic, Romanò e Bandini sono ancora discorsi aperti con Cesena e Inter, certo che averli in comproprietà per poi darli in prestito non so a chi possa giovare, quindi o si rinnovano le compartecipazioni e li si mette in rosa oppure si va alle buste si mette un bel zero euro e si vede quel che succede. Anzi no, per i due interisti bisogna mettere qualcosa dato che sono stati valutati quasi la metà di Capello (una pazzia!). Appunto Capello, insieme a Taider sono gli altri due affari in ballo con i nerazzurri, in questo caso bisognerà capire cosa vorrà fare Thohir.

La lista più assurda è quella del ritorno dei prestiti che a Giugno farà ritorno alla base. Un armata Brancaleone di giocatori mandati a farsi le ossa (Yaisien, Radakovic, Ferrari, Venturi i più interessanti) o spudoratamente “sbolognati” (Agliardi, Abero, Pulzetti, Riverola, Lombardi). Per non parlare di quelli storici che da anni girovagano in cerca di una meta fissa (Gavilan, Pasi, Pisanu, Marchi). In tutto sono 22. Da questo eterogeneo gruppone si dovrà vedere se tenere qualcuno in sostituzione dei partenti, dando fiducia a qualche giovane, e poi fare un lavoro certosino di cessioni definitive che finora è stato altamente fallimentare. Lavoro duro, durissimo, ma c'è bisogno di un Foschi (o chi per lui) che faccia pulizia, chiarezza, rottami metodi e paletti, faccia da padrone e collabori con Bagni. Uno con gli artigli, insomma. Un taglio al giorno e il Bologna si toglie il medico di torno.