Tutto Bologna Web Editoriale Un Bologna tutto da dimenticare

Un Bologna tutto da dimenticare

Giacomo Bianchi

E finalmente è arrivata la fine. La gara di domenica è stata l'epilogo più giusto della stagione del Bologna: una gara brutta, senza occasioni, senza niente da dovere raccontare, senza le discussioni da bar del lunedì mattina prima di andare a lavoro. Una gara che è stata la sintesi della stagione rossoblù: la squadra si è presentata in campo svogliata e senza spirito (giustificata ieri sera, no nelle altre 37 partite di questa stagione), non è stata capace di tenere il campo a dovere, Ballardini si è cimentato in nuovi esperimenti, (Cech centrale di centrocampo? Piuttosto, se quel ruolo è scoperto, avrei fatto giocare un ragazzo della primavera), e nel finale Morleo ha pensato bene che un errore banale e un'entrata in area di rigore senza senso non si era ancora vista e quindi era giusto proporla. Rigore di Biglia, il povero Stojanovic battuto, i rossoblù che escono a testa bassa e chiudono il campionato penultimi a quota 29 punti: due anni fa ne erano stati fatti quasi il doppio (2 anni fa, non il secolo scorso quando si avevano campioni e denari). Nel finale non ha parlato nessuno, come nessuno ha parlato dopo la sconfitta di domenica scorsa e la matematica retrocessione. Siamo di fronte a dei professionisti, lo abbiamo già detto; e molto probabilmente pochi membri della rosa sono stati colpiti da rammarico per quanto è successo e troveranno fortuna altrove, dimenticando ben presto le figuracce fatte quest'anno. Ma in nove giorni, nessun giocatore e nessuno della dirigenza ha pubblicamente chiesto “scusa” alla piazza per quest'anno. Un segno di poco rispetto verso una città che, nell'arco di tutto l'anno, non ha mai fatto mancare il suo appoggio e il suo sostegno, soprattutto nei momenti di difficoltà. Finisce dunque una stagione, che non sarà da raccontare ai nuovi giovani tifosi, né ai nipotini per quanto di bello si è visto. Bisogna prendere spunti dagli errori, che sul campo sono stati tanti e negli uffici ancora di più. Finisce una stagione nella quale, forse, il Bologna è stata la peggior squadra della peggior Serie A degli ultimi anni. Davanti a tutti c'è un'estate che servirà per disintossicarsi dallo scempio ammirato quest'anno: bisognerà scordarsi delle parole di Guaraldi, delle sue promesse e delle sue esternazioni. Bisognerà scordarsi del capitano che a febbraio se ne è andato dopo essere stato sostituito da un giocatore sconosciuto che, andando via dalla sua ex-squadra, aveva suscitato la gioia dei suoi ex-tifosi. Bisognerà dimenticarsi dei 0 goal di Acquafresca, dei 3 goal di Bianchi e dell'unico goal di Moscardelli: in bocca al lupo per il futuro, ma qui in pochi vorrebbero continuare ad apprezzare le loro gesta. Bisognerà dimenticarsi delle figure imbarazzanti fatte negli scontri diretti, del 3-0 con il Chievo, del 2-0 a Catania, del 2-1 a Sassuolo, del 2-1 a Livorno e così via. Bisognerà dimenticarsi di una squadra che non ha mai gettato il cuore oltre l'ostacolo e non ha mai sopperito ai suoi limiti tecnici con delle prove di agonismo e voglia. E, infine, ci sarà il tempo per non pensare più a Ballardini, ai suoi esperimenti, alla sua staticità in panchina e ai suoi cambi. Diciamo che difficilmente sarà un ex da ricordare e applaudire quando (e se) tornerà. Cominciano quindi le ferie “sportive”. C'è solo bisogno di disintossicarsi e mettere una pietra sopra a questo spettacolo indecente. Non si può chiedere a nessuno di fregarsene o fare finta che non sia successo niente, né pensare che quest'anno maledetto possa diminuire l'interesse verso il Bologna. Il tifoso è così, continuerà a seguire la squadra, informarsi, arrabbiarsi, criticare e dire la sua: è il suo mestiere, e nessuna dirigenza inadatta o gruppo di giocatori che non lotta, sarà in grado di togliergli questo privilegio.