Tutto Bologna Web Editoriale Udine serva di lezione: teniamo i campioni

Udine serva di lezione: teniamo i campioni

Redazione TuttoBolognaWeb


L'avevamo detto la scorsa settimana: la gara di Udine ci poteva servire per sbirciare nel futuro. Come i fantasmi che visitano il protagonista di "Canto di Natale", la partita di sabato scorso è servita ai tifosi rossoblu per avere un'anticipazione di quello che potrebbe essere domani il Bologna. A dire il vero la speranza è che l'illuminazione sia giunta anche ai piani alti di Casteldebole e quindi al presidente Guaraldi che oggi ha il compito di non sprecare per la seconda volta consecutiva una grande occasione. Nonostante lo smembramento operato nelle ultime finestre di calciomercato infatti il Bologna è ancora una squadra di Serie A con un gruppo solido, un tecnico capace e la concreta possibilità di costruire un futuro solido sulle basi create in questi mesi. Sono però ancora troppe le incognite che pendono sulla testa dei tifosi rossoblu e la formazione vista in campo contro l'Udinese le incarna quasi tutte. Iniziamo dal portiere Curci, il migliore in campo, titolare di un contratto oneroso e di un vincolo con la Roma da sciogliere versando nelle casse giallorosse un milione di euro. Non è obbligatorio farlo, ma bisogna in ogni caso risolvere subito un nodo fondamentale come quello dell'estremo difensore. Proseguiamo con gli esterni: Motta tornerà probabilmente alla Juventus e ci sarà bisogno di individuare un sostituto mentre invece Morleo è in scadenza di contratto a fine giugno. Non c'era poi Sorensen che difficilmente potrà continuare a lavorare agli ordini di Pioli senza dimenticare che anche l'ottimo campionato di Cherubin ha attirato numerose pretendenti. Sabato scorso mancava anche l'apporto fondamentale di Perez che potrebbe aver addirittura già preparato la valigia verso una delle tante squadre che gli offrono quello che lui si aspettava dal Bologna: un contratto alla pari dei migliori e una fiducia reale e concreta nella sua professionalità. Il posto dell'uruguaiano a Udine è stato occupato prima da Pazienza poi da Krhin ovvero due giocatori molto diversi ma a cui onestamente si farebbe una gran fatica ad affidare le chiavi del centrocampo felsineo per la prossima stagione. Il carisma, lo spirito di sacrificio e la leadership sono caratteristiche fondamentali per giocare nel cuore della manovra in una squadra che deve ogni anno rincorrere la salvezza, ma non si possono insegnare neanche con il miglior allenatore del mondo in panchina. Altre doti importantissime sono la fantasia, la tecnica e il genio: tutte qualità proprie di Alessandro Diamanti e che sono mancate tantissimo nel Bologna visto alle prese contro la solidità della squadra di Guidolin. Christodoulopoulos è un buon giocatore a cui sembra mancare lo spunto del campione mentre invece Kone ha giocate importanti nel suo repertorio ma ha anche bisogno di qualcuno che lo aiuti a tirarle fuori. Tutto questo senza dimenticare che difficilmente il Brescia fra un mesetto sarà propenso a regalare a Guaraldi la seconda metà del suo cartellino così come il Genoa non sarà in vena di sconti nella valutazione di Gilardino, bomber ritrovato già andato a segno undici volte in questo campionato. Ancora una volta quindi il lavoro appare in teoria meno complicato del previsto per la dirigenza rossoblu: per continuare a crescere non importa cercare calciatori in giro per il mondo, ma semplicemente tenere quelli che già ci sono.