Siamo a metà giugno, si cominciano finalmente a sentire i primi caldi dell'estate, cominciano le gite domenicali in Riviera, e cominciano a ripopolarsi anche le care e vecchie baracchine dei gelati che durante la stagione estiva prendono il posto dei più classici “bar sport”. Tra una chiacchiera e l'altra, il motivo comune è sempre lo stesso: la preoccupazione per quella che sarà la prossima stagione del Bologna. Si è tutti d'accordo sul fatto che sia ancora presto per entrare nel vivo del mercato, che luglio e agosto saranno i momenti più caldi, ma a Bologna tutto sembra ancora troppo statico. Per fare il mercato bisogna prima capire cosa si può e si riesce a confermare, valutare quelle che sono le lacune e prevedere degli innesti mirati a colmare quei vuoti che le partenze certe, e quelle possibili, hanno lasciato e lasceranno. E tutto il Bologna è un grande punto interrogativo, a partire dal portiere: Curci, Stojanovic, Agliardi sono ormai il “passato”. Ogni giorno escono nomi nuovi, alcuni possibili, altri improbabili, altri ancora meglio rimangano ipotesi e basta. Si è parlato molto di Pegolo, ma il pressing del Cagliari è forte nel caso parta Agazzi; si è parlato del ritorno di Viviano, offerto direttamente dal Palermo ma che non semba essere una prima scelta di Pioli, e sembra la solita telenovela di tutte le finestre di mercato; e si è fatto il nome di Amelia, da inserire nella cessione di Diamanti: probabilmente anche il meno esperto dei calciofili capirebbe che, per quanti soldi possano essere inseriti nella trattativa, e per quanto Galliani approffiti del fatto che il Bologna ha bisogno di un “numero 1”, non è uno scambio alla pari. La dirigenza sembra abbastanza orientata sulla possibilità e la volontà di trattenere Curci, ma molto dipende anche dalla Roma e da quanto ci si voglia fidare delle sue condizioni fisiche. Staremo a vedere.
Tutto è ancora in altomare
In difesa è auspicabile e a questo punto necessaria la conferma di Morleo sulla corsia di sinistra. Inoltre serve, chiaramente, un terzino destro che possa fare il titolare e garantisca affidabilità e sicurezza in un ruolo da tempo “sfortunato” per chi gioca in rossoblù. E se dovesse andare via anche Soerensen, sarà necessario aggiungere un nuovo centrale, magari sempre giovane, perché le condizioni di Natali non si conoscono e Cherubin rientrerà da un infortunio abbastanza pesante.
A centrocampo bisogna capire cosa si vuole fare con Pazienza e Guarente, due che non hanno certo lasciato un ricordo indelebile. E ovviamente sapere quale sarà il futuro di Diego Perez: i giorni continuano a passare e la speranza di trovare un accordo sembra allontanarsi sempre di più. Nel caso “El Ruso” parta, ecco un altro vuoto enorme da dovere rimpiazzare: e qui devono entrare in scena gli acuti osservatori rossoblù.
Ma il problema più grande rimane chiaramente davanti: se Gilardino e Diamanti restano e si riesce anche a tenere Gabbiadini per un altro anno (in comproprietà, ma è pura immaginazione), ci si può anche dimenticare di tutto il resto. Basterebbe questo a fare gli abbonamenti. Ma l'aria che tira non è troppo rassicurante. Nel caso partisse uno solo dei due il tifoso rossoblù se ne farà una ragione. Nel caso partissero entrambi, fasciamoci la testa e speriamo che con i soldi incassati si riesca a trovare qualcuno in grado di fare la differenza come loro (altra pura immaginazione).
Consoliamoci ora sapendo che i “nostri” gioielli, giocheranno la Confederation Cup da giocatori del Bologna. E speriamo che lo facciano male, in modo che le richieste e gli interessi magari diminuiscano e si facciano meno pressanti. La più disonesta delle speranze, che di fatto non è però nel cuore di nessuno.
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