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Tutti uniti per Tommaso

Giacomo Bianchi

Tutti uniti per Tommaso. Ecco come si può sintetizzare lo stato d'animo che si sta respirando a Bologna in questi ultimi giorni. La città sta facendo tanto e si sta smobilitando per cercare di trovare i fondi per salvare la vita di questo giovane ragazzo di 22 anni, con il sogno di andare dall'altra parte dell'Oceano ad insegnare la cosa che più contraddistingue la nostra città nel mondo: il cibo. Il sogno di Tommaso durava da anni, ma nel momento più bello è stato frenato dall'unica cosa che avrebbe potuto interrompere le ambizioni di un ragazzo desideroso di guadagnarsi il futuro anche lontano da casa: la malattia, una Leucemia Linfoblastica Acuta. Una malattia rara e incurabile in Italia, una malattia che nemmeno la chemioterapia è riuscita a sconfiggere, una malattia che va fermata il prima possibile.

E così, quando le cose sembravano veramente mettersi nel verso peggiore, ecco che la proposta di aiuto arriva dal dottor Carl June, medico dell'Ospedale di Philadelphia in Pennsylvania: egli ha scoperto di recente una cura innovativa, la T-Cells, che permette, attraverso l'iniezione di cellule create con l'ingegneria genetica, di uccidere le cellule malate. Il dottore si è attivato in prima persona, rendendosi disponibile a procedere alla cura in maniera del tutto gratuita. Ma questo non è sufficiente, perchè l'eventuale ricovero, con relative analisi, cure e costi ospedalieri, portano la struttura americana a chiedere una cifra di 600.000 $ per ospitare Tommaso. Si tratta di circa 450.000 €, una cifra assolutamente elevata e non facile da reperire in breve tempo.

Ecco allora l'idea geniale dei fratelli del ragazzo: usare i social network e i mezzi di comunicazione per diffondere la notizia e cercare di raccogliere più fondi possibile per aiutare Tommi. La notizia si è diffusa a macchia d'olio, anche grazie alla “sponsorizzazione” di personaggi dello sport, da Di Vaio a Totti, da Cherubin a Belinelli, e ad una divulgazione on-line che ha preso piede fin da subito. Un ruolo fondamentale lo stanno facendo proprio i vari Facebook ed Instagram, spesso utilizzati come elementi di passatempo e curiosità ma che, se sfruttati correttamente, possono diventare una vera e propria fonte di speranza.

La città si è attivata in tutte le maniere e non mancano, oltre alla racconta fondi, diverse iniziative: venerdì 27 giugno ci sarà un triangolare amichevole al campo Biavati di Corticella (ingresso a 10€), mentre per sabato 21, l'Associazione Panificatori di Bologna e Provincia ha organizzato “Un bombolone per Tommi”. Dalle 14 alle 20, in Piazza Maggiore, sarà possibile acquistare bomboloni per una spesa minima di 2€.

Il pallone che si vede nella pagina web www.giftsfortommaso.org, che indica come sta procedendo la raccolta fondi, continua a crescere giorno dopo giorno. Bisogna muoversi in fretta, perchè la raccolta non può protrarsi per troppo tempo: nel giro di due settimane, infatti, è necessario dare una risposta all'Ospedale Americano. Ognuno di noi può contribuire a non spegnere i sogni di Tommi (con donazione sul sito prima indicato o tramite donazione all'associazione Don Orfeo Giacomelli-della quale, on line, si possono trovare gli estremi per il bonifico); paradossalmente, se ogni abitante di Bologna mettesse anche solo 2€, si riuscirebbe a coprire l'intera cifra richiesta. Che siano due, cinque o dieci euro, è giusto mobilitarsi per non perdere le speranze. Bologna è una città unita, e i bolognesi hanno sempre dimostrato di avere una umanità fuori dal comune quando c'è da aiutare gli altri (non più tardi due anni fa, in occasione del terremoto). Ecco, c'è una nuova possibilità di farsi sentire, di fare venire fuori quel senso di fratellanza che ci contraddistingue: Tommaso è uno di noi, è giusto quindi fare un piccolo gesto, per aiutarlo. Tanti piccoli gesti, uniti tra di loro, possono portare a qualcosa di veramente grande e chissà, alla realizzazione del sogno. Non ci si fermi, si continui a lavorare per Tommaso. Forza Tommi, la città è con te e lo sta dimostrando giorno dopo giorno.