Tutto Bologna Web Editoriale Tutti i colpevoli del disastro Bologna

Tutti i colpevoli del disastro Bologna

Giacomo Bianchi

Rassegnazione, amarezza, sconforto. Erano queste le sensazioni provate dopo la gara contro l'Atalanta. Altri novanta minuti al termine dei quali i rossoblù sono usciti senza punti, altri novanta minuti nei quali non si è riusciti ad esultare per un goal, altri novanta minuti nei quali Ballardini ha dimostrato di capirci poco o nulla della situazione. Non tutto, bisogna essere onesti, è stato però da buttare. La squadra ha mostrato spirito di sacrificio, ha attaccato, ci ha provato; ma partire con l'handicap di due goal nei primi venti minuti è stato fatale. Ci si sveglia (se lo si fa) sempre troppo tardi, non si riesce mai a pungere o creare le occasioni giuste nel momento giusto. Non si fa goal e gli avversari continuano a banchettare su quel che resta della nostra dignità. Il Bologna rimane là sotto, non si stacca perchè le dirette avversarie sono (ma solamente a numeri) peggio di lui; ma la realtà è che questa è una squadra in crisi dalla prima giornata. Da agosto, da otto mesi a questa parte. E di chi sono le colpe? C'è chi dice dei giocatori, rei di non impegnarsi a dovere e di non onorare la maglia, c'è chi la attribuisce al presidente che ha smantellato la squadra e le ha fatto perdere ogni possibilità di salvarsi, e c'è chi, per finire, vede in Ballardini un allenatore incompetente e incapace di proporre una formazione all'altezza. La realtà sta nel mezzo e secondo me è da dividere (non in maniera omogenea, sia chiaro) tra le tre “categorie”. La colpa più grande è della società: Guaraldi in primis, ma poi anche tutto il consiglio di amministrazione, hanno smantellato una squadra (quella dello scorso anno) che in una stagione mediocre come questa non è escluso potesse pensare in grande (se lo fa l'Atalanta di quest'anno, con tutto il rispetto, avrebbe potuto farlo il Bologna con Diamanti, Gilardino, Taider e Gabbiadini). Si è dovuto vendere perchè se no si falliva? Senza dubbio, ma si sarebbe scomparsi a causa di una gestione scellerata di contratti privi di senso e di pensieri ed investimenti rivolti maggiormente al famoso nuovo centro tecnico che ad altro. Alibi per la società non ce ne sono, Guaraldi continua a rimanere al comando e lamentarsi che i tifosi lo contestano. Un esame di coscienza non farebbe male. A scendere ci sono i giocatori. Ok, si sono ritrovati senza il loro capitano e il loro trascinatore a stagione in corso, ma stanno sfoderando una prestazione indecente dopo l'altra. Possono essere scarsi e inadatti per la serie A, ma a volte sembra che proprio manchino la mentalità e l'impegno: ripenso alle gare contro Chievo e Livorno, per citare le ultime, ma si potrebbe andare indietro e stilare un elenco infinito. La cosa che più fa arrabbiare è che, in realtà, la squadra sembra potere dare molto di più. Se lo spirito combattivo di sabato si fosse mostrato anche nelle gare precedenti, oggi si starebbe tutti molto più tranquilli. E poi c'è Ballardini. C'è poco da fare, la merce che ha a disposizione è di bassa qualità, ma lui sembra il marinaio di una nave che sta per affondare e non ha idea di come comportarsi. Le prova tutte, fa scelte che probabilmente nessun altro farebbe. È lui che decide, lui che ogni settimana vede i giocatori come si allenano, e sicuramente fare gli allenatori da fuori è più facile. Però rimango dell'idea che servano delle gerarchie e serva una "formazione tipo", anche solo nella scelta del modulo. Non averla trovata in 3 mesi è grave; però il tempo per gli esperimenti non c'è più e servono scelte chiare. Subito. E alla fine di tutto questo ci sono i tifosi. Paradossalmente, è un po' anche colpa loro: probabilmente in altre piazze sarebbe successo ben di peggio. Ma (per fortuna) a Bologna è così; qui si canta per l'amore incondizionato verso la maglia, e si vuole il massimo dai giocatori. Non ci saranno mai insulti ai singoli e purtroppo, proprio per questo motivo, i giocatori se ne stanno approfittando.