Comincia oggi (sempre a porte chiuse) la settimana di avvicinamento alla partita di domenica contro il Sassuolo. Una sfida da dentro o fuori per entrambi gli allenatori: lunedì prossimo, infatti, difficilmente vedremo ancora sia Pioli sia Di Francesco sulle rispettive panchine. Confermati solamente per ragioni affettive (ed economiche) nonostante risultati angoscianti, avranno avuto quindici giorni per preparare questa gara. Tuttavia, alla fine, per uno dei due sarà stato solo accanimento terapeutico.
Troppo brutti per essere veri
Ovviamente mi auguro che domenica a corrispondere a questo identikit sia Eusebio Di Francesco. Nulla di personale, sia chiaro, solo l’auspicio di un tifoso. E qualche speranza che possa andare davvero così ce l’ho, l’ho maturata. La settimana scorsa ho ripensato più volte all’imbarazzante sconfitta contro il Verona, partita non giocata da un Bologna preso letteralmente a cazzotti dagli scaligeri, e il pensiero che mi è rimbalzato in testa più e più volte è semplice: non possiamo essere questi. Perché quella di domenica scorsa non era una squadra di calcio, ma undici giovanotti che pascolavano per il campo senza tante spiegazioni sul perché lo facessero. Ci sono momenti in cui, se le cose devono andare male, è meglio che vadano male fino in fondo, e questo per me è uno di quei momenti. Perché di conseguenza il correttivo da applicare è semplice: cambiare tutto.
Ok, so bene anche io che i giocatori sono questi e non se ne possano prendere venticinque nuovi di zecca (non tanto perché il mercato è chiuso, quanto perché siamo al brevo). Però quando si evidenzia che la squadra non stia rendendo al massimo del suo potenziale si dice una sacrosanta verità. La stessa difesa lo scorso anno prese cinquantadue gol nell’intero arco del campionato, oggi siamo già a venti: potenzialmente a fine stagione si scavallerebbero i cento, un record che farebbe impallidire gli ottantaquattro incassati dal Pescara l’anno passato, che sono già abbondantemente il peggior risultato degli anni Duemila. Pare che dalla prossima partita Pioli passerà alla difesa a tre, e le cose non potranno peggiorare. Anzi, dovrebbe essere garantita una maggiore copertura con anche i terzini nel ruolo di finti esterni di centrocampo.
Già, il centrocampo: il reparto più inesistente di questo inizio di stagione. Sciaguratamente orfano di Taider, dal venti di agosto la quadra non è stata più trovata. Due sono gli elementi di cui oggi non si può fare a meno, ossia la coppia uruguagia composta da Perez e Laxalt. Il primo è il leader di questa squadra, punto fermo in fase di copertura, mentre il secondo è l’unico a non aver registrato un encefalogramma piatto contro la squadra di Mandorlini. Ne manca uno a completare il trio, da scegliere tra Kone, Pazienza, Khrin e Della Rocca. Escludendo quest’ultimo, bocciato da Pioli domenica scorsa, ne restano tre. Due, se l’allenatore decidesse di optare per i due trequartisti dietro un’unica punta, poiché in quel caso Kone farebbe da spalla a Diamanti dietro Cristaldo. Né Pazienza né Khrin finora hanno dimostrato di essere giocatori adatti a competere a questo livello, tuttavia uno di loro sarà per forza chiamato in causa: a chiunque toccherà, beh, che si dia una mossa.
L’attacco, senza che nessuno se ne accorgesse, è il migliore tra le ultime sei in classifica. Pensate se le punte facessero pure gol…
Ora io non voglio dire che con questi cambiamenti sarà salvezza, perché comunque i limiti di questa squadra sono tanti. Però io sono fermamente convinto che quello visto sinora non è il Bologna che ci accompagnerà fino a maggio. Quello visto sinora è un Bologna troppo brutto per essere vero, e che nonostante tutto è distante un solo punto dalla zona salvezza.
Brutto in modo impossibile, e far peggio è difficile: questa settimana verso Sassuolo la vivrò così. Talmente realista da essere quasi ottimista.
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