Tutto Bologna Web Editoriale Tre punti e guardiamo avanti

Tre punti e guardiamo avanti

Giacomo Bianchi

Bel gioco? Calcio convincente? Divertimento allo stadio? Per ora non importa. Il Bologna deve pensare a fare prima possibile i punti che mancano per arrivare alla salvezza e sono ancora troppi per chiedere qualcosa in più a questi giocatori. Domenica è scesa in campo una formazione abbastanza inedita ed è sembrato che le scelte fossero più dettate dal “proviamole tutte, tanto peggio di così non possiamo fare”, piuttosto che da qualcosa di studiato da mesi e pronto per essere messo in pratica. Va anche detto che, a parte la novità assoluta di schierare (ma con discreti risultati) Garics da mezzala dal primo minuto, per il resto non si è visto nulla di particolarmente stravolgente. Sorensen e Cherubin, anche se erano fuori ruolo (sono due centrali, hanno i movimenti e l'impostazione per giocare in mezzo) hanno già ricoperto il ruolo di terzini, Lazaros nel centrocampo a tre è stato visto più volte e Friberg dietro le punte, nella testa del mister, garantiva più copertura e minor sbilanciamento offensivo (ma la gara dello svedese non è stata buona). È andata bene così, ma solo per la vittoria. Per il resto, è sembrato che in campo ci fosse solo tanta confusione, magari dettata anche dalla tensione e dalla pressione che sentivano i giocatori. Probabilmente, a fine gara, gli applausi non sarebbero stati neanche meritati; è stata una partita nella quale la noia e il freddo hanno prevalso sullo spettacolo in campo. Ma si sono ottenuti i tre punti, lo si è fatto contro un Cagliari che non ha mai forzato il colpo e grazie ad una ingenuità che ha permesso ai rossoblù di portare a casa il bottino pieno. Per una volta, è stato fatto quello che serviva, ovvero sfruttare al massimo i risultati negativi delle avversarie dirette nella lotta per non retrocedere. Certo, se questo fosse accaduto anche in altre circostanze, ora le cose sarebbero diverse e si potrebbe essere un po' più tranquilli. Ma con i “se” non si arriva da nessuna parte; ecco quindi che bisogna pensare solamente al presente e al futuro, senza guardarsi indietro. Il presente dice che il Bologna è quintultimo, a 26 punti e con due punti in più sulle ultime tre. Il margine di vantaggio è talmente poco che non si può fare nessun tipo di calcolo. Bisogna continuare a fare punti, serve l'agonismo e la forza di volontà che, domenica, si sono viste a tratti. Serve per tutti i 90 minuti, solo così i rossoblù possono colmare le loro lacune tecniche e di qualità. L'avversario di domani non sta tanto meglio del Bologna e bisogna quindi sfruttare l'occasione. Fare i tre punti sarebbe una vera liberazione, significherebbe mettere i clivensi a 5 punti di distanza e portarsi a quota 29. Il Bologna ha le potenzialità per battere questo Chievo che, visto sabato sera (seppur contro una grande Roma) non è parso poi tanto superiore ai rossoblù. La settimana si chiuderà poi con la gara interna contro l'Atalanta di sabato sera: la speranza è che le tre partite in sette giorni non si facciano sentire più di tanto, anche perchè, a differenza dei gialloblù, la “Dea” ha decisamente qualcosa di meglio dei rossoblù e non è escluso possa venire al Dall'Ara per fare risultato (nonostante le sia rimasto ben poco da chiedere a questo campionato). Saranno quindi due partite chiave per lo sviluppo della stagione; sarebbe sbagliato dire che in queste due gare si deciderà definitivamente il futuro dei rossoblù, ma senza dubbio si capirà con quale spirito il Bologna dovrà andare ad affrontare le difficili gare successive.