Chi mi conosce bene sa che sono solita dire che se azzeccassi i numeri al Lotto come azzecco certe situazioni della vita, a quest'ora sarei milionaria. Come volevasi dimostrare: Culantuono torna Colantuono contro il Sassuolo, con la sua squadra, che fino alla settimana scorsa sembrava il Real Madrid e aveva ambizioni europee, che spiana la strada alla vittoria a dir poco a sorpresa degli ospiti emiliani. A parte questo doveroso ‘’ringraziamento’’ alla temibile Atalanta, i colpevoli di questa situazione sono solo i rossoblù. E' cosa nota: in Italia da inizio aprile in poi si aprono le pasticcerie, cominciano a essere serviti biscotti e biscottini vari su cui, stiamo pur certi, quest'anno il cerbero Palazzi chiuderà entrambi gli occhi perché di mezzo non c'è il Bologna. Lui, l'unico responsabile del dover dipendere dai risultati altrui. A maggior ragione dopo aver visto la positiva performance di San Siro che da un lato rincuora, e non poco, in vista del finale di stagione, ma dall'altro fa letteralmente mangiare le mani: perché non hanno giocato così negli scontri diretti? In quelli casalinghi si potrebbe obiettare che il Bologna, si sa, va in tilt quando deve condurre le ostilità. E a Verona e Livorno, partite in cui anche il pareggio sarebbe bastato per sorridere? Se le cose dovessero andar male (facciamo tutti i dovuti scongiuri), personalmente saranno questi i maggiori rimpianti, anche più del gol fallito da Acquafresca al cospetto di Handanovic. Già, perché il punto contro l'Inter, pur essendo di platino, porta con sé molta amarezza. Innanzitutto, tanto per tornare a bomba, avevo previsto ogni cosa! O quasi. Il primo rigore stagionale per l'Inter è arrivato, effettivamente. Avevo cannato il tiratore e soprattutto... l'esito. E, credetemi, è uno dei rari casi in cui una donna è contenta di sbagliarsi. Ingenuo, sciocco e distratto Mantovani che, come si suol dire, gratta i nerazzurri proprio dove avevano il prurito, andando a sfiorare leggermente Palacio e concedendo loro quel tiro dal dischetto che avevano ordinato, come si fa al ristorante, già da tempo. In questa vicenda c'è tutta l'italica visione della vita: si pensa di subire dei torti, ci si lamenta quanto basta sapendo che prima o poi arriva il classico pesce più piccolo che ne pagherà le conseguenze. Gli stessi interisti hanno ammesso che tra tutti i presunti rigori che chiedono da mesi questo era il meno netto e che, anzi, la trattenuta su Kone a inizio gara era ben più vistosa. Eppure nessuno ci ha fatto caso. Comunque, per fortuna sul dischetto ci va Milito, quel Milito che, forse inconsciamente, vuole un gran bene al Bologna e che riesce nella misera impresa di calciare un rigore più brutto di quello di Bianchi a Verona. Ma, come allora fu elogiato Rafael, stavolta gli applausi vanno al nostro Curci: se qualche mese fa si sorrideva della fragilità dei suoi muscoli e delle sue mani, adesso c'è da riconoscergli una grande forza, soprattutto mentale, per aver superato brillantemente le tante prove d'appello del dopo Bergamo. Dunque, cosa può rovinare una partita in trasferta, rimontata per ben due volte e con un rigore parato a soli cinque minuti dalla fine? Acquafresca che, un po' per la bravura di Handanovic e un po' (tanto) per demeriti propri, va a un passo da una vittoria che forse ci avrebbe regalato un finale di campionato più tranquillo. E invece no: ci toccherà di nuovo provare a strappare punti a una squadra in lotta per l'Europa e, soprattutto, a buttare un occhio sugli altri campi sapendo che da oggi in poi non ci si potrà fidare più di nessuno. Resta però un punto prezioso, quello di San Siro. E, soprattutto, un punto ampiamente meritato, checché ne dica Walter. Dimenticavo di presentarvelo. Walter è un mio amico, tutt'altro che simpatico, che fino all'anno scorso gestiva un ristorante dalle mie parti, mentre adesso si è trasferito a Milano. O meglio, più che ristorante è una trattoria da quattro soldi. Un posto che piace solo a lui, pieno com'è di se stesso. Ebbene, anche in annate misere come questa, da lui mangio sempre volentieri anche perché ormai mi conosce e mi riserva sempre un tavolo. Per due. Un altro mio amico, Panagiotis, non manca mai all'appuntamento.
Trattoria da Walter
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