Tutto Bologna Web Editoriale Tra conferme e novità, il Bologna è una certezza

Tra conferme e novità, il Bologna è una certezza

Giacomo Bianchi

Il terzo risultato utile consecutivo è arrivato e, per come è andata la gara, il rammarico per non avere raggiunto i tre punti è accompagnato dalla consapevolezza che questa squadra è in grado di lottare e resistere anche nei momenti di difficoltà. La “delusione”, se così possiamo dire, deriva dal fatto che i rossoblù hanno avuto le palle goal più nitide della gara, rispetto ad un Vicenza che si è limitato a contenere e provare a ripartire senza però creare mai dei veri e propri problemi alla porta difesa da Coppola. Allo stesso tempo, la soddisfazione è invece spiegata dalle parole di Lopez a fine gara: “Un mese fa, questa gara l'avremmo persa”; analisi che non si discosta per niente dalla realtà dei fatti, perchè quella di sabato è stata una di quelle partite strane, viste più e più volte, nelle quali la squadra apparentemente più in difficoltà, può trovare un goal da un momento all'altro e portare a casa i tre punti. C'è chi può pensare che siano stati due punti persi perchè si giocava contro una squadra oggettivamente non impeccabile, ma penso che sarà difficile per tutti uscire dal campo biancorosso con i tre punti. In più, bisogna anche ragionare su come è arrivato il pareggio, considerando che sono usciti due titolari inamovibili e sono stati sostituiti da due giocatori che prima di sabato non avevano ancora assaggiato il terreno di gioco. A tal proposito mi preme sottolineare la prestazione di Alex Ferrari, che è stato chiamato in causa all'improvviso ma ha risposto alla grandissima alla fiducia concessagli da Lopez. Certo, alternative non ce n'erano, ma non è mai facile per un giovanissimo come lui entrare in campo a partita in corso e mettersi al centro della difesa prendendo il posto del leader del reparto. E invece il ragazzo si è comportato bene, ha giocato con personalità e, guidato da un Oikonomou in grande spolvero, ha messo in luce tutte le sue qualità e il suo potenziale. Pensare che possa diventare potenzialmente un titolare è assurdo e non preventivabile, ma è sicuramente una risorsa in più sulla quale contare e fare affidamento.

La gara di sabato è stata anche l'occasione per sentire le opinioni ed i pensieri di Zanetti. “Voglio una squadra che vada in serie A, vogliatemi bene”; sono state queste le parole di mister Segafredo, già sentite centinaia di volte in questi giorni. Ancora mi domando cosa sia potuto succedere nella testa dell'imprenditore trevigiano tutto in una volta, visto che fino a qualche mese fa si era rifiutato di prendere il Bologna nonostante gli appelli del sindaco e di tutte le associazioni dei tifosi, mentre nel momento in cui la città cominciava a cullare il sogno americano è tornato allo scoperto ed ha assunto il controllo di una barca che era destinata ad affondare. Ma così è, e facciamocene una ragione. Al momento viene anche difficile fidarsi di lui dopo quello che è successo: l'incredibile amore per il Bologna è venuto fuori tutto in una volta, ma adesso dovrà trovare delle dimostrazioni concrete. Non basteranno i proclami e, per ritrovare credibilità, il magnate del caffè dovrà fare un lavoro simile a quello che in meno di una settimana avevano fatto Saputo e Tacopina: e quindi dovrà farsi vedere in città, incontrare le istituzioni e presentare dei progetti di rilancio. Sono tutte cose che c'entrano poco con il calcio giocato, ma che almeno serviranno per far capire alla gente che l'amore che tanto proclama c'è davvero, e non è solo il frutto di frasi fatte e di circostanza. Non si discutono le potenzialità di Zanetti: si discute l'operato e il modo di fare che fino ad ora ha avuto. L'occasione per rifarsi è ghiotta, ma dovrà essere lui a sfruttarla al meglio.