Qualcuno ci dica che siamo su “Scherzi a parte”, per favore, perché quello che sta succedendo al Bologna è ai limiti del paradossale. E’ stata “L’estate dei CDA”, con Casteldebole che sembrava magicamente essersi trasformata in una frequentata località turistica, manco fosse Rimini o Riccione. Purtroppo si sono rivelati solo tanti buchi nell’acqua, con la musica che alla fine era sempre la stessa: non si vende perché mancano offerte concrete, e Guaraldi è costretto a restare per il bene del Bologna. Assurdo, assurdo e ancora assurdo. Vi chiedo scusa, cari lettori, ma questo editoriale sarà una valvola di sfogo per il sottoscritto, che come voi ha passato tutto il periodo post retrocessione a sperare, invano, che qualcosa potesse cambiare ai pian alti della società. L’unica nota lieta è stata quella dell’avvento di Fusco, che sta provando a mettere qualche toppa qua e là ad una barca che, prima ancora di salpare dal porto, imbarca già acqua come ampiamente dimostrato in Coppa Italia contro L’Aquila. Dunque niente G Diamonds, niente Bruni e company, resta Guaraldi. Ma più della permanenza del presidente, quello che fa drizzare i capelli è la frase pronunciata appena terminato il CDA di martedì dallo stesso patron che, interpellato sul da farsi in caso non dovessero arrivare offerte da qui al 15 ottobre (ultima scadenza per effettuare l’aumento di capitale), ha risposto così: “Proveremo ad andare avanti noi e fare del nostro meglio”. Una sola frase che al suo interno cela tutta la preoccupazione e la mancanza di programmazione di una società sempre più allo sbando. Rileggendola più volte, sinceramente non so se sia peggio il “proveremo ad andare avanti” (ovvero non è sicuro che le risorse bastino) oppure il “fare del nostro meglio”. Visto quanto fatto fino ad ora infatti, non riesco ad immaginare come si faccia a fare di meglio, pur essendo un compito sulla carta facile visti i pastrocchi combinati fino ad ora.
Tra campo e questioni societarie, non c'è mai fine al peggio
Come se non bastasse, ai problemi societari si affiancano quelli di campo, ma anche qui nessuna novità. Sembra non essere cambiato nulla rispetto a qualche mese fa, e come detto qualche riga più su l’impegno di Coppa di dieci giorni fa ha certificato che la squadra rossoblù è ancora lontana dalle prime, e ad oggi non può considerarsi una candidata per la promozione. Lopez deve ancora trovare il bandolo della matassa, e in parte è giustificato da una rosa che al 28 agosto risulta ancora bisognosa di qualche innesto. L’ingaggio di Marcel Buchel, reduce da un’ottima annata tra le fila della Virtus Lanciano, garantisce un'opzione in più al centrocampo, reparto sì completo ma pieno zeppo di incognite (e che nel frattempo saluta Djokovic, passato nel pomeriggio di ieri al Livorno in prestito). Le stesse problematiche più o meno riguardano gli altri reparti, a partire dai portieri con la grana Stojanovic che pare essersi risolta, almeno per il momento. Da qui alla fine del mercato il trittico di estremi difensori dovrebbe rimanere quello formato da Coppola, Stojanovic e Malagoli, anche se il portiere austriaco non ha ancora digerito l’esclusione di Coppa e, nonostante la chiacchierata distensiva con Fusco, rischia di passare un’altra stagione in disparte visto che mister Lopez sembra preferirgli l’esperienza dell’ex Milan Coppola, che contro L’Aquila ha risposto presente quando chiamato in causa salvando più volte la porta del Bfc. In difesa bisogna aspettare ancora Paez e il rientro di Maietta, ma certamente al momento il reparto non è una fortezza inespugnabile. Se poi uno come Garics, che dovrebbe rappresentare un punto fermo (almeno) in cadetteria, va in bambola riesumando gli spettri della passata stagione, sono guai per tutti. Detto della mediana e delle relative incognite, tanti punti interrogativi li troviamo anche in attacco. Cacia è l’unica certezza, attorno a lui tante scommesse o calciatori da recuperare: se l’ex Verona può garantire la doppia cifra, quanti gol faranno i vari Troianiello, Giannone, Pasi, Bentancourt e Acquafresca? Ecco perché uno come Nico Lopez avrebbe fatto comodo, molto comodo, alla causa del Bologna.
Qualcosa andrà necessariamente fatto in questi ultimi giorni di calciomercato, nel frattempo domani si respirerà già aria di campionato. Si inizia dal “Renato Curi” di Perugia, contro una neopromossa che ha fatto un mercato egregio e che può pensare a qualcosa di più della semplice salvezza. Sarà una sfida bella tosta, l’unica speranza è che dal 17 agosto ci sia stato qualche miglioramento per evitare un’altra sconfitta. L’11 maggio, giorno di Bologna- Catania nel quale è stata ufficialmente sancita la retrocessione in B, è ormai lontano ma ancora vivissimo nelle nostre menti; il 15 ottobre invece, ultima data utile per effettuare l’aumento di capitale, si avvicina sempre più; in mezzo, c’è l’esordio in campionato da non fallire assolutamente, per evitare di rivivere una stagione da incubo come quella appena trascorsa. Insomma, la situazione è pessima, sia che la si guardi dal lato societario sia da quello del campo. Resta solo da sperare che qualcosa cambi sul rettangolo verde, perché tanto sappiamo tutti che il presidente si terrà stretta la poltrona ancora a lungo.
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