Da poche ore è ufficiale il ritorno di Diego Perez al Bologna, una soluzione apparentemente impossibile fino ad un paio di mesi fa che è diventata sempre più plausibile con il passare dei giorni. Detto che in generale i tifosi saranno contentissimi di ritrovare in campo El Ruso con la maglia rossoblù e che sicuramente lo saranno meno gli avversari, chi esce davvero vincitore da questa strana storia? Ad un estremo ci sono il presidente Guaraldi ed il suo staff hanno cercato in ogni modo di sostituire il mediano reo di non aver accettato il rinnovo proposto ma che alla fine hanno scoperto ancora una volta che è difficile fare calcio con poche idee e altrettanti soldi. Abbiamo detto già nei giorni scorsi quanto sia importante l'apporto garantito da un atleta come Perez, ma sicuramente una squadra avrebbe potuto sopperire alla sua partenza cercando sul mercato un altro mediano magari anche più giovane in giro per il mondo. Ciò non è avvenuto perché il Bologna fatica tremendamente a scoprire nuovi giocatori ma anche a condurre trattative in cui sia necessario versare denaro contante (ne è una prova lo stallo per Grozav). Dalla parte opposta troviamo Diego Perez che ottiene un nuovo contratto nella società per cui ha disputato gli ultimi campionati ritrovando un allenatore e compagni che lo stimano. Egli trova però anche un ingaggio sensibilmente ridotto rispetto al precedente dopo mesi in cui erano giunte alle sue orecchie voci di proposte più ricche ma mai concretizzate. Ecco che allora in un momento di crisi globale anche un salario di ben 500mila euro all'anno non può e non deve essere considerato un ripiego. In mezzo ai due estremi possiamo invece collocare il tecnico Pioli che finalmente può contare di nuovo su un pilastro fondamentale del suo 4-2-3-1 e su un leader importante anche per il suo spogliatoio. Però anche quest'anno (come Kone, Gilardino e Gabbiadini dodici mesi fa) arriva un titolare praticamente all'ultimo minuto dopo aver saltato soprattutto l'intera preparazione atletica con il resto della squadra e sappiamo bene tutti quanto conti la forma fisica per il tipo di gioco di Perez. A conti fatti allora il ritorno dell'uruguaiano sembrerebbe accontentare tutti in parte ma nessuno completamente. Mettendo al primo posto il bene del Bologna e l'indispensabile permanenza in Serie A ecco però che in fin dei conti tutti possono sorridere di questo ritorno in rossoblù. Con buona pace di Sorensen che probabilmente dovrà rendere il numero 15 al suo vecchio proprietario.
Torna Perez: chi ha vinto?
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