Durante l'estate c'è sempre quel momento in cui, di punto in bianco, arriva una tempesta che in un colpo solo spazza via la tanto odiata afa ma anche i lati piacevoli della bella stagione, come la possibilità di stare fuori e godere delle temperature miti. Dunque, ogni cosa ha due lati. Questa scoperta dell'acqua calda spero che si possa traslare anche al Bologna, reduce dalla deludente missione in Inghilterra; in terra d'oltremanica i rossoblù hanno collezionato una stringata vittoria sulle riserve del Liverpool (e c'era chi si aspettava una goleada... ) e una sconfitta perentoria contro il W.B.A. (che non sta per ‘’W Babbo Albano’’). Che questa spedizione fosse un po' maledetta lo si era capito già una ventina di giorni fa quando in pompa magna il sito del Bologna annunciò un'amichevole contro lo Stoke City, prontamente smentita dalla squadra inglese. Stile ‘’organizzazione Filini’’, insomma. Inoltre, buffa coincidenza, proprio nei giorni dell'approdo della truppa di Pioli alla corte della Regina, l'Ansa ha battuto la mesta notizia che le fogne della vicina Londra si erano intasate, con conseguente fuoriuscita di varie... sostanze. Poi, per fortuna, dopo la ‘’puzza’’ dei suddetti nefasti presagi, è arrivato l'odore dell'erba del manto da gioco (in Inghilterra, a differenza degli italici prati, davvero degno di tale nome). La partita contro i giovani del Liverpool, non me ne voglia nessuno, è servita più da suggestione che da reale banco di prova: affrontare i temibili ‘’Reds’’, seppur in formato ridotto, ha sempre il suo fascino. Anche se il nostro motto, a differenza dell'epico ‘’This is Anfield’’, dovrebbe essere ‘’This is Ansia’’. Ciò che ai tifosi rossoblù non viene risparmiata nemmeno sotto l'ombrellone, anzi, dato che proprio durante la tournée inglese si sono fatte sempre più fitte le voci che vogliono Taider all'Inter. E l'indizio peggiore è stato proprio che al centrocampista algerino Pioli abbia concesso appena 45 minuti nella sfida contro il W.B.A., quasi come a volerlo congedare dal pubblico rossoblù e impacchettarlo fresco come una rosa per Mazzarri. Il buon Saphir non si è comunque risparmiato nel primo tempo da horror disputato contro la squadra di casa: nel giro di pochi minuti il Bologna si è fatto infilare ben due volte, con la seconda rete ad opera del redivivo Anelka che, mi duole ammetterlo, ha disputato la sua miglior partita da ‘’juventino’’ proprio contro di noi. Dopo l'ennesimo precampionato deludente, la mia testa viene consolata da due tesi affini: c'è un vecchio saggio che dice che esiste una fase per ogni cosa e che agosto nel calcio non è il tempo delle lodi ma di tutti i nodi che dovrebbero venire al pettine per essere corretti. Se ci fosse qualcuno disposto a cacciare soldi, aggiungerei io, correggendolo. C'è poi un altro che blatera qualcosa sulla ‘’malattia dei 54 muscoli’’: un tale, perfettamente sano, un giorno incontrò un suo amico che zoppicava vistosamente e che, quasi come a voler lodare una funzione che ormai non aveva più, gli spiegò quanto fosse perfetto l'ingranaggio di una gamba, formato da ben 54 muscoli che lavorano l'uno in sincronia con l'altro. Sapete cosa accadde? Il tizio sano, appreso questo meccanismo di cui era del tutto ignaro, lo guastò e cominciò a zoppicare e, a sua volta, a pensare inconsciamente che tutto ciò fosse impossibile nel suo corpo. Orbene, forse vedere una squadra di calcio perfetta e temibile, in questo periodo, potrebbe sortire questo effetto e disturbare un processo che, da che mondo è mondo, dovrebbe raggiungere il proprio apogeo più in là nella stagione? Le sconfitte, basti guardare le altre colleghe di Serie A che, a parte rare eccezioni, non se la passano meglio, potrebbero essere salutari. Già. Se non fosse che l'unico che dovremo salutare sarà probabilmente Saphir Taider che, come da copione annuale, sarà rimpiazzato da un fresco ex, un certo Diego Perez. Come successe con Kone un anno fa. Comunque, per fortuna i nostri sono rincasati, pronti (si fa per dire) per l'ultima fetta di preparazione estiva. La trasferta è servita a respirare di nuovo l'aria europea e, perché no, a fare un bel ripasso della lingua straniera per antonomasia. Avete presente i classici corsi di inglese in formato cassetta? Bene, se vi ricordate, la consueta ‘’Lession number 1’’ cominciava con un laconico ‘’The pen is on the table’’. La bella notizia è che questa banale frase è stata finalmente scalzata e tutto ciò grazie al nostro tribolato Bologna. La nuova cassetta, in edicola dal 25 agosto prossimo, pare che inizierà con ‘’The pain is on the table’’. Chi mastica un po' di inglese sa di cosa parlo. Agli altri, bontà loro, vorrei tanto lasciare l'illusione che ‘’pain’’ significhi ‘’pane’’. Ma, temo, le uniche fette che vedremo a breve, saranno in salsa rossoblù.
The pain is on the table
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