Si sapeva che l'11 agosto sarebbe stata una data importante per il calcio italiano: in programma c'era l'elezione del nuovo presidente della Figc. E' stato eletto Carlo Tavecchio, con la "collaborazione straordinaria" di Claudio Lotito. Se volessimo attribuire un titolo cinematografico all'elezione del nuovo presidente, questo forse sarebbe il più consono: "Lotito e Tavecchio: una poltrona per due". Insomma il calcio italiano aveva bisogno di un rinnovamento e invece, come accade spesso, ahinoi, quando si tratta di fare un passo avanti, ne facciamo due indietro. È stato eletto un presidente che in qualsiasi altro Paese del mondo dopo quell'uscita infelice e, aggiungerei, di una ignoranza paurosa, sarebbe stato cacciato dal mondo del calcio, altro che eletto. Qui da noi invece non funziona così, noi queste persone le mettiamo addirittura a capo dell'organo più importante del calcio italiano. E a proposito di Lotito: fa riflettere il fatto che abbia spinto così tanto per la sua candidatura, e fa riflettere per il semplice motivo che il presidente della Lazio non lascia mai nulla al caso. Quando appoggia così fortemente un candidato sa già che ci saranno vantaggi anche per lui, soprattutto a livello di cariche in Figc (la vice presidenza con l'elezione di Tavecchio era quasi certa). Poi, siamo sinceri: l'accoppiata Lotito-Tavecchio a capo della Figc potrebbe davvero far affondare definitivamente il calcio italiano. Personalmente, spero di sbagliarmi, ma resto dell'idea che accostare Lotito alla rinascita del calcio italiano sia fortemente ossimorico: basta guardare cosa ha combinato con la Lazio nei suoi anni di presidenza. Per di più, c'è anche il rischio (concreto, purtroppo) che gli venga assegnato qualche incarico a livello di Nazionale. Per il momento questa è solo un'ipotesi, ora staremo a vedere cosa accadrà. I presupposti non sono dei migliori.
Tavecchio, la B a 22 e… quell'aneddoto sul L'Aquila prossimo avversario in Coppa
Dopo queste brevi riflessioni sull'elezione di Tavecchio, torniamo a parlare del Bologna e di Serie B. Sempre nella giornata di lunedi è stato accolto il ricorso del Novara, e ciò comporta il ritorno della B a 22 squadre. Mi permetto di aggiungere una piccola riflessione: alla lunga, la serie cadetta a 21 avrebbe rischiato di falsare il campionato.
Per quanto riguarda il calcio giocato, dopo le amichevoli estive che hanno dato importanti segnali a mister Lopez, soprattutto quella con il Sassuolo, ora si inizia a fare sul serio: il 17 infatti andrà in scena la prima gara ufficiale del Bologna. Al Dall'Ara arriva L'Aquila per una gara valida per la Coppa Italia. Gli abruzzesi hanno faticato più del previsto a sbarazzarsi dell'Altovicentino, riuscendo a imporsi per 2-1 solo ai tempi supplementari grazie ai goal di Del Pinto e Perna. Curiosità a livello di storia: sembra infatti, stando a quanto riporta il giornalista Dante Capaldi, che i colori de L'Aquila furono scelti dall'allora dirigente Matteo Santilli Rusconi proprio in onore di Bologna, sua città natale. È una curiosità interessante e ricca di fascino. Quella di domenica per gli abruzzesi sarà una sfida storica, e conoscendo Pagliari so che farà di tutto per fare bella figura e magari provare a metterci in difficoltà. Gli uomini più interessanti della compagine aquilana sono senza dubbio lo stesso Del Pinto, un mediano con il fiuto del goal abilissimo nel rubare palla, ma anche De Sousa e Mancini. Quest'ultimo è un giocatore dotato di grande intelligenza tattica, vede molto la porta e con l'Altovicentino ha disputato una grandissima partita, in cui solo la traversa gli ha negato la gioia del goal.
Domenica si inizia a fare sul serio, dunque, con la prima gara ufficiale. Per il momento è "solo" la Coppa Italia, bisogna attendere il 29 per l'esordio in B a Perugia. Ma noi non possiamo attendere più, non possiamo farlo perché abbiamo una tale voglia di rivincita quest'anno che non vediamo l'ora di tornare a fare le trasferte o di tornare a varcare i cancelli del Dall'Ara (nonostante Guaraldi).
Permettetemi poi a fine editoriale di fare un ringraziamento particolare al dottor Sisca e a quello che ha dato al Bologna, società in cui ha lavorato dal 2002-2003. La settimana scorsa è passato alla Roma: un grande colpo per i giallorossi. Grazie per il suo attaccamento ai colori rossoblù e in bocca al lupo dottore, se lo merita tutto.
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