Tutto Bologna Web Editoriale Siamo (quasi) fuori dal tunnel, ma intanto sfuma Zeman

Siamo (quasi) fuori dal tunnel, ma intanto sfuma Zeman

Redazione TuttoBolognaWeb

Storia di un paio di giorni fa, più o meno. Squilla il telefono: “Luì, ma allora è vero? E’ vero che il Bologna rischia la Serie D?” mi fa un mio amico, appena appresa la notizia da un portale nazionale arrivato con evidente ritardo sui problemi societari e sulla iscrizione alla B che potrebbe saltare. “Eh, diciamo che il rischio c’è, vediamo” rispondevo io, scoraggiato e quasi imbarazzato. Dopo l’assemblea dei soci del 12 giugno scorso infatti, le sensazioni che avevo carpito stando quelle 5 ore fuori dai cancelli di Casteldebole (a proposito, ringrazio Guaraldi per la splendida abbronzatura “muratore style” che mi farà conquistare tantissime donzelle) non erano affatto positive, anzi avevano confermato le mie paure. Avevo realizzato che il Bologna era “più di là che di qua”, ormai ad un passo dal baratro come lo stesso Manuel Gulmanelli – presidente dell’associazione “Futuro rossoblù” - aveva implicitamente confermato con le sue dichiarazioni a caldissimo nel post assemblea.

Storia di qualche ora fa, di ieri pomeriggio per l’esattezza: mi capita di passare dalle parti di Piazza Maggiore intorno alle 15, e indovinate chi incrocio? Nientepopodimeno che Albano Guaraldi, in compagnia di un’altra persona, che passeggiava a ritmo blando. Non sono riuscito a carpire il contenuto del dialogo, ma l’espressione del patron rossoblù sembrava piuttosto serena e distesa, sicuramente più di quanto lo fosse una settimana fa, quando a bordo della sua auto era nervosamente sfrecciato via da Casteldebole senza avere cura di noi cronisti lì presenti. Ho cercato di seguire con lo sguardo tutto il suo tragitto da Piazza Grande fino alla zona taxi, da dove poi è andato via, anche per vedere se qualche tifoso lo avesse fermato per dirgli qualcosa, ma invece tutto tranquillo. Tornando comunque al tema centrale, la “tranquillità” o presunta tale del presidente è tutta figlia dell’accordo ormai prossimo raggiunto proprio nel primo pomeriggio di ieri con Banca di Bologna, la quale si è mostrata disposta a concedere la tanto attesa fidejussione che avvicinerebbe di molto il Bologna alla prossima Serie B.

Non cantiamo vittoria, perché siamo ancora a livello di indiscrezioni, concrete sì ma ancora non diventate ufficialità, e conoscendo il soggetto io non mi rilasso finchè non esce il comunicato. Certo, garantirsi la fatidica fidejussione sarebbe come posizionare il primo tassello del puzzle rossoblù, ancora complicato da comporre viste le altre scadenze che incombono sulla testa del Bologna come una ghigliottina, ma comunque significherebbe già qualcosa. Poi ci sarà da sistemare il discorso delle comproprietà, che potrebbero portare un po’ di ossigeno alle casse rossoblù: Krhin potrebbe fare da apripista, visto che ormai il suo ritorno all’Inter è cosa fatta, poi toccherà a Sorensen. Irpef, stipendi, paracadute Sky: seguire il Bologna di questi tempi, sia che lo si faccia da tifoso che da cronista o quanto altro, è diventato un lavoro di ingegno e calcolo di estrema complessità. Dopo settimane terribili però, forse possiamo iniziare a tirare un piccolo sospiro di sollievo: la luce in fondo al tunnel non è più così lontana.

Nemmeno il tempo di digerire una buona notizia dopo tanto penare, che subito spunta fuori un'altra grana: pare che Zeman abbia infatti deciso di interrompere la lunga attesa, declinare l'offerta del Bologna e contestualmente sposare il progetto Cagliari, dove avrà la A come palcoscenico e un progetto solido alle spalle. Depennato il boemo dalla lista, si dovrà guardare da un'altra parte per risolvere il discorso della guida tecnica (occhio a Baroni, liberatosi dalla Virtus Lanciano), che assieme al mercato è tornato di moda dopo un periodo in cui era passato in secondo piano, per evidenti cause di forza maggiore.

P.S. - Permettetemi, in chiusura, di fare un grosso in bocca al lupo a mister Stefano Pioli, grande persona prima che ottimo allenatore, per la sua nuova avventura sulla panchina della Lazio. A Roma potrà lottare per qualcosa di più importante della semplice salvezza, con un mercato “leggermente” migliore rispetto a quello che aveva ottenuto un’estate fa sotto le Due Torri. Contratto da 600.000 euro per un anno con opzione per il successivo, occhio e croce la metà di quanto percepiva al Bologna. Ma d’altronde possiamo permetterci di regalare soldi, vero Guaraldi?