Di tutte le indicazioni più o meno positive che la partita di sabato ci ha dato, la più importante è che il Bologna, se vuole, può essere devastante. Tre gol in un tempo i rossoblù non li avevano mai segnati quest’anno (non è vero, già a Pescara i rossoblù riuscirono in quest'impresa, anche se nel primo tempo. Grazie a Marco G. per la segnalazione) e il fatto che ci siano riusciti per la prima volta contro lo sparring partner Varese non deve sminuire la poderosa dimostrazione di forza che ha visto protagonisti gli uomini di Lopez nella ripresa.
Si può dare di più!
Perché quello stesso sparring partner, probabilmente l’avversario più debole che potesse capitare sulla strada del Bologna di questi tempi, a fine primo tempo era clamorosamente in vantaggio per 1-0. Il solito lento e prevedibile Bologna degli ultimi tempi non aveva fatto che il solletico agli uomini di Dionigi, bravi ad approfittare dell’unica occasione concessa loro dalla retrogiardia rossoblù.
Anziché seppellire il Bologna (e il proprio tecnico), il destro di Corti ha svegliato una squadra che da troppo tempo pareva accontentarsi di fare il minimo indispensabile per portare a casa i tre punti. A un passo dal baratro, Casarini e compagni si sono guardati negli occhi (e forse anche qualcosa di più, ma non è quel che ci interessa qui) e hanno deciso, finalmente, di darci dentro per davvero, di far uscire i veri valori in campo, ovvero quelli di una squadra nettamente superiore all’avversario.
Certo, le scelte tattiche del mister hanno avuto un peso importante nel ribaltone dei secondi 45’. Speriamo che Lopez abbia finalmente capito che il 4-3-1-2 non è un dogma, che Cacia deve giocare più vicino alla porta avversaria e che Zuculini, più semplicemente deve giocare. Molto probabilmente i rientri di Matuzalem e Laribi spingeranno il poco amato tecnico uruguaiano a riproporre ancora una volta quel modulo che gli avversari sembrano conoscere ormai a memoria.
Detto questo, la bella vittoria di sabato ha dimostrato che quelli del Bologna nell’ultimo periodo sono stati prima di tutto problemi di testa. Se il Bologna ha creato più palle gol in 45 minuti che in tutte le altre partite del girone di ritorno non è stato grazie alla sostituzione Ceccarelli-M’Baye o al cambio di modulo o all’assenza di quasi tutti i nuovi (Gasta e Sansone a parte); il Bologna è stato più forte di tutto e di tutti perché ha voluto esserlo, punto.
Per cortesia, da qui alla fine del campionato non vorrei più sentire frasi del tipo: “Ci sono anche gli avversari”, “Non esistono partite facili in Serie B”, “Non possiamo vincere tutte le partite” e via discorrendo. Lo sappiamo benissimo, non è affatto facile portare a casa la pagnotta ogni settimana; ma nelle 12 partite che ancora restano da giocare, il Bologna dovrà giocare con il piglio di chi vuole a tutti i costi vincere ogni partita, dal primo all’ultimo minuto, facendo capire a Modena, Trapani, Livorno, Carpi, Brescia, Spezia, Bari, Catania, Frosinone, Avellino, Pro Vercelli e Lanciano che la squadra più forte del campionato siamo noi.
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