30 Maggio 2000, 30 Maggio 2014. Sono già passati 14 anni dal primo trionfo della Fortitudo, dal primo scudetto, dopo tante delusioni e da quel coro "che fretta c'era…". Bellissimi ricordi per chi come me segue e tifa l'Aquila della Effe. Anche perché ora il tifo è rimasto identico, immutato, mentre sono cambiate le categorie e la competitività di questa squadra. Tutto per colpa di un uomo solo, che ha deciso di calpestare la gloria, la storia e l'onore di una squadra, per provare ad arricchirsi personalmente? Entrare nella testa di uomini così non è assolutamente facile anzi, direi quasi impossibile, però una cosa è certa: almeno secondo me. La storia di Sacrati mi ricorda molto quella di Guaraldi. Tristezza unica. Il parallelo però, se ci pensate, è molto più che percorribile e si può capire come le situazioni, le tappe, la cronistoria degli eventi e le sensazioni, siano pressoché le stesse. Questo mi fa pensare prima e tremare poi, perché fare la stessa fine che ha fatto la Fortitudo non rallegra sicuramente le mie giornate. E ve lo dico da fortitudino e, quindi, da chi certe disfatte le ha vissute sulla propria pelle. Non è così semplice dire: "falliamo, ci comprano e risaliamo!" Non funziona proprio così, anzi, quasi mai. Diventa veramente complicato per tante ragioni: innanzitutto non è così detto che una volta fallito, il Bologna venga subito ricomprato. Punto secondo, risalire da una categoria nella quale non sei abituato a giocare, diventa quasi più difficile che salvarsi in Serie A. Chiedere sempre alla Fortitudo per informazioni, dopo la disastrosa annata appena conclusa. E non facciamoci illudere da quanto successo alla Fiorentina perché bisogna vincere anche sul campo ogni tanto per tornare nella massima serie. Mi sono convinto di questo parallelismo tra Sacrati e Guaraldi anche grazie alle dichiarazioni fatte prima da uno e poi dall'altro, alle cessioni eccellenti, allo smantellamento della squadra, alla difficoltà nel rapporto con la stampa, alle scelte sbagliate fatte in panchina. Ma anche le manifestazioni del tifo, che sia la Fossa che i gruppi della Curva rossoblù, hanno organizzato contro i due presidenti. Ci sono tanti, troppi punti in comune. Guaraldi mi ha anche rovinato il 30 Maggio non pagando l'Irpef, che tradotto significa partire con un bel punticino di penalizzazione nel prossimo campionato, qualunque esso sia. Era un giorno di festa per rivivere certe magiche emozioni, da pelle d'oca! Ma come facciamo a festeggiare? Festa e tristezza!
Rossoblù e Biancoblù
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