Tutto Bologna Web Editoriale Rosi....dall'invidia

Rosi....dall'invidia

Redazione TuttoBolognaWeb


Dov'eravamo rimasti? Ah sì, al mio derby, conclusosi malamente ma, lo ammetto, senza troppi drammi perché ultimamente ho fatto indigestioni di belle soddisfazioni e, si sa, anche l'alimento più buono al mondo, se consumato in dosi eccessive, poi può risultare quasi sciapo. Questo ragionamento non ha potuto farlo, nella consueta conferenza stampa della vigilia della partita, Stefano Pioli, parmense DOC (come testimoniato dalla sua erre moscia) ed ex in tutti i sensi della squadra della sua città: nella brillante carriera da allenatore non era mai riuscito a battere i ducali e anche il confronto con il collega Donadoni si presentava impietoso. Con i ‘’cugini’’ ci eravamo lasciati nella gara d'andata con il Bologna che sfiorò la tanto attesa vittoria (che mancava dal 2010), salvo poi essere clamorosamente rimontato nel finale; a tal proposito, scopro con immenso ‘’dispiacere’’ che Sansone (uno dei tanti omonimi che giocano in Serie A) stavolta non era presente nel roster di Donadoni perché non ho dimenticato la particolare ‘’esultanza’’ al gol di dicembre che fu una raffica di insulti che Diamanti sopportò con un ‘’pati’’ stoico. In effetti, in attesa del Genoa che potrebbe regalarci altre ‘’perle’’, sarebbe bello stilare una rubrica delle migliori (anzi, peggiori) sceneggiate viste quest'anno al ‘’Dall'Ara’’... Bando alle chiacchiere, che derby sia! Il Bologna si presentava al tanto atteso appuntamento con una formazione mutilata da infortuni e squalifiche: fuori i lungodegenti Curci, Cherubin e Antonsson più gli squalificati Perez, Gilardino e Kone, dentro Stojanovic, ormai conosciuto come ‘’mister 9 gol in 3 giorni’’ e un ambo secco da brividi in difesa. Gli ingredienti chiamati Naldo (numero 44) e Sorensen (numero 43), o almeno quello delle ultime settimane, senza contare il già citato e sventurato portierino austriaco, facevano temere una partita fotocopia di quanto già visto di recente, soprattutto perché qualche maligno già parlava di un finale di campionato in stile Malesani. Per fortuna però il calcio è strano e non si piega a nessun pregiudizio: il 6, il numero maledetto della trasferta romana, dopo appena una settimana si rivela salvifico dato che al minuto numero 6 Taider (che sulle spalle porta proprio il 6) scocca un grandissimo sinistro da fuori area che Mirante può solo guardare, anzi, mirare, mentre si deposita con veemenza nella rete. La reazione di un Parma che non vuole perdere il derby (in un giorno di festa poi) non si fa attendere e a questo punto si alza il sipario su Stojanovic che risponde con determinazione e carattere sia agli attacchi di Amauri e compagni che, soprattutto, alle ingiuste critiche che, come sempre in questi casi, subito volevano stroncare la carriera di un giovane che ha avuto solo la sfortuna di trovarsi di fronte gente come Klose, Hernanes, Cavani e Hamsik. Non è da tutti mostrare nervi così saldi e per giunta in un derby caldo, basti chiedere a Diamanti che, restando in tema di alte temperature, s'è trovato un accendino a pochi centimetri dalla sua pazza testa... Nella ripresa i ritmi calano e il Bologna rischia poco, se non di dilagare: Pioli cala la carta, anzi, la ‘’cartola’’ Moscardelli, l'acquisto di gennaio che, come molti avevano pronosticato, prima o poi avrebbe segnato qualche gol pesante tale da farlo entrare ancora di più nel cuore dei tifosi. E così fu! A un quarto d'ora dal termine delle ostilità è proprio il nostro nuovo numero 9 a chiudere la pratica, regalando e regalandosi una gioia immensa. Sulle immagini contrastanti dei rossoblù che festeggiano sotto il settore ospiti e della pappagorgia di Ghirardi che si agita appena scuote il capo in segno di delusione, calano i riflettori sul ‘’Derby dell'Emilia’’ che ultimamente per noi era stato teatro di grandi dispiaceri. Proprio il Presidente del Parma in settimana aveva scaldato la già rovente atmosfera con delle controverse dichiarazioni sulla sua squadra detentrice di un presunto primato regionale. Addentrarsi in queste beghe in stile ‘’asilo Mariuccia’’ mi fa venire in mente i tifosi di Juventus e Inter che si azzuffano sul numero degli scudetti conquistati e penso (e spero) che entrambe le formazioni emiliane intendano il calcio diversamente. Non era nemmeno il caso di pavoneggiarsi del fatto che ogni anno il Parma arrivi sopra il Bologna in classifica sia perché ancora deve finire il campionato (potremmo ancora raggiungerli) e, soprattutto, perché è indubbio che i rispettivi presidenti (adipe a parte) condividano poco in termini di disponibilità finanziaria. L'esiguo scarto di punti (al momento in cui si scrive: 3) tra le due formazioni non rende gloria al più benestante Ghirardi che ogni estate, è bene ricordarlo, paventa ben altre ambiziosi per i suoi. Dietro freddi numeri e algide statistiche ci sono le emozioni dei tifosi: è vero che il Parma (come si ricordava proprio domenica) ha scritto belle pagine di calcio europeo ma, con tutto il rispetto, la squadra che tremare il mondo fa(ceva) è un'altra. Concludo facendo i complimenti all'arbitro designato per la partita, il debuttante Aleandro Di Paolo, che ha ben gestito i 22 in campo in un clima non facile. Da un Aleandro a un altro: nel Parma figura l'esterno Aleandro Rosi e preferisco spendere due parole sui protagonisti del derby, del finalmente nostro derby, piuttosto che parlare di coloro che sono sì Rosi, ma, forse, dall'invidia...