Lo so, è ripetitivo e monotono continuare a dirlo, ma credo che noioso non lo sarà mai. Non adesso quanto meno. Adesso non è noioso continuare a dire che, a Bologna, l’aria è cambiata: non ci si può stancare di dirlo. Veniamo da annate talmente angoscianti, l’ultima soprattutto, che “l’aria è cambiata” vorrei scrivermelo in fronte, giusto perché così nessuno se lo dimentichi. Un tatuaggio, perché no? L’aria è cambiata: quella stantia, quasi fetida, ha lasciato spazio a un aroma di mozzarella e quattrini che, anche nella patria del buon cibo (olfatti sopraffini) fa assolutamente piacere.
RiprendiamocelA
Lo aspettavamo da ottobre il mercato di riparazione, per avere ulteriore conferma delle potenzialità nordamericane, e le conferme stanno arrivando. Finora è sbarcato ufficialmente solo Sansone, e considerato il talento del ragazzo scrivere “solo” potrebbe quasi essere offensivo. L’ex Sampdoria, infatti, assieme a Cacia andrà a comporre una coppia che, potenzialmente, potrebbe da sola far saltare il banco. Chiaro che andranno visti assieme sul campo, l’alchimia calcistica non è mai una scienza perfetta, ma intanto non mi sembra un biglietto da visita malvagio per la nuova società.
Le conferme vere della voglia, della solidità e delle ambizioni di Tacopina & Co. vengono però dai nomi che girano, e girano a ragione, in questi ultimi giorni. Il fatto solo che vengano accostati al Bologna talenti quali Giovinco (oppure Joe Vinco, alla ‘meregana) e Saponara fa letteralmente girare la testa, almeno a me, oltre a far capire che qui, ora, si fa sul serio. Poi magari non arriveranno, sappiamo quanto possa essere difficile far scendere di una categoria dei ragazzi ragionevolmente ambiziosi, oltre a quanto possa essere difficile già di suo il mercato invernale, tuttavia per me è sufficiente sapere che il target è quello.
Niente più Ibson, niente più Friberg, niente più Naldo e Moscardelli, niente più Montelongo, niente più Savio, Cesar e Mutarelli. O magari ogni tanto sì, perché la sòla capita a tutti, ma la filosofia di fondo è radicalmente cambiata: non si compra tanto per e un tanto al chilo, si compra per dare una svolta.
E, la svolta, è un messaggio evidente: il Bologna vuole tornare subito in Serie A. L’ha sempre voluto, ma da fine mese avrà tutti i mezzi per farlo, e le scuse staranno a zero. L’asticella, inevitabilmente, si alzerà, e questa volta sul serio (non come nell’estate 2013). Perché comunque sappiamo perfettamente di non c’entrare nulla con questa categoria, anche se, ahinoi, forse qualche dubbio in merito durante gli ultimi mesi c’era venuto. Quanto meno, qualcuno la retrocessione se l’era totalmente meritata. Ora dovremo dimostrare di meritarci la promozione, e sono estremamente fiducioso in merito: riprendiamocela. Anzi, per fare i fighi, riprendiAmocela.
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