Pare sia giunto il momento di vedere all'opera Uros Radakovic. Il giovane serbo classe '94, qualora dovesse scendere in campo, esordirà a 19 anni nel massimo campionato dopo le due presenze in Coppa Italia del campionato scorso. Le defezioni del centrocampo, unitamente ad un reparto che già di per sé non è così folto, paiono aver spinto Pioli nello schierare il biondo Uros negli undici che partiranno dal primo minuto contro il Sassuolo. Questa indicazione uscita in giornata induce a qualche riflessione in merito. I Bologna è in difficoltà e sta dimostrando tutti i propri limiti, ora più che mai c'è quindi bisogno di sangue freddo e nervi saldi per affrontare le prossime gare con il giusto approccio e macinare punti salvezza. Radakovic è senza dubbio un giocatore interessante, stimato da tutto il Bologna e che Pioli stesso tiene da sempre in grande considerazione ma per quanto sia migliorato e si sia adattato allo stile di vita italiano, rimane qualche perplessità sul suo impiego in un momento del genere. E' vero, i giovani vanno lanciati e responsabilizzati, ma con cautela e con ponderazione: schierare Radakovic potrebbe essere rischioso, perché il ragazzo rischia di venire inghiottito dall'onere di fare bene a tutti i costi in una partita che non va assolutamente persa e possibilmente nemmeno pareggiata. Questa pressione potrebbe condizionarlo negativamente e influenzare la sua prestazione, con la conseguenza che ne risenta la squadra. Nessuno vuole dire che il ragazzo non sia pronto, Pioli avrà fatto le sue valutazioni ovviamente, ma il rischio che Uros possa non trovarsi a suo agio, come lo sarebbe con un inserimento graduale e più tranquillo, c'è. Questa mossa richiama un po' all'impiego di Riverola l'anno scorso contro il Milan, quando lo spagnolo gioco i primi (ed ultimi) suoi 51' italiani senza sfigurare ma risultando ancora inadatto e fuori dal contesto. Inoltre per Pioli, Radakovic è un difensore, proprio come il tecnico stesso ha ribadito più volte in estate, dicendo che pur avendo caratteristiche da mediano basso, non vede per lui un ruolo differente da quello di difensore. Evidentemente Pioli ha cambiato idea, o forse il ragazzo l'ha convinto in allenamento, o ancora, il mister le sta provando tutte e la 'carta Radakovic' è un'ulteriore sperimentazione in un centrocampo martoriato e poco convincente che l'ha colto di sorpresa, e da cui sperava di ottenere qualcosa di più. Sebbene Uros si adatterà senza dubbio al massimo delle proprie possibilità, Pioli cercherà di far si che la pressione non sia eccessiva, seppur un minimo d'ansia, comprensibilmente, ci sarà. Ipoteticamente quindi, Radakovic avrà per lo più compiti di copertura, mentre Kone e Laxalt saranno le mezzali qualora venisse confermato il centrocampo a tre, con Perez che potrebbe essere inserito a partita in corsa, magari proprio al posto del serbo, visto che a quanto pare non è al top della forma. Rimarrebbe dunque Krhin che a questo punto in queste rotazioni, risulta scavalcato da Uros: bocciatura o scelta tecnica, pare che lo sloveno si sia ormai giocato tutte le carte a sua disposizione senza lasciare traccia, di conseguenza vien da sé che scenda in fondo alle preferenze del mister. Non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo a Radakovic per il suo probabile esordio sperando che sia da ricordare, se non proprio come quello di Laxalt, una cosa molto simile.
Radakovic, sei pronto?
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