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Questo è dare il massimo

Luca Lollini

Secondo pareggio consecutivo per il Bologna di Davide Ballardini, ma quello di ieri ha un peso specifico molto superiore rispetto a quello contro la Lazio. Perché ottenuto contro la terza in classifica, e perché il livello della prestazione è stato nettamente migliore di sabato scorso. Se ieri il Bologna avesse giocato come contro i biancocelesti, son convinto che avrebbe perso, forse anche in malo modo. Invece c’è stato un miglioramento sia per intensità, sia per qualità del possesso palla, due progressi che gli hanno permesso di portare a casa il punto. E credo che se pure il Bologna avesse perso, come a un certo punto pareva scontato, alla fine non sarebbe stato subissato di fischi. Ed è per questo che oggi ripenso alle dichiarazioni a caldo ma anche a freddo dei giocatori rossoblù, risentiti per l’atteggiamento dei tifosi dopo il pareggio con la Lazio, perché a loro dire avevano dato il massimo. No: ieri hanno dato il massimo, e quella contestazione è servita eccome.

Ballardini ha riportato un po’ di tranquillità all’ambiente, e predica compattezza sin da quando è arrivato. Ed è su quella che ha impostato la gara contro il Napoli. Linea difensiva a tre ma chiaramente a cinque in fase di non possesso, squadra molto corta e gioco sulle fasce, soprattutto la sinistra, quando si trattava di attaccare. Gli uomini di Benitez hanno fatto fatica a penetrare il blocco difensivo rossoblù, poiché anche il centrocampo guidato da un imprescindibile Perez ha retto per buona parte della gara (finché c’è stato Perez, appunto). Proprio l’uruguaiano, insieme a Natali, Diamanti e Bianchi, è andato a comporre quell’asse centrale che ha condotto la squadra in questo difficilissimo impegno. Han fatto il loro dovere di uomini di esperienza, una cosa che ahimè non sempre si è potuta dire in questo campionato. Il capitano ha avuto la libertà di spaziare, e non è incappato in quei due errori che avevano sin qui contraddistinto la sua stagione: l’abbassarsi troppo a prendere il pallone e l’incaponirsi in giocate egoistiche. A tratti ha dato spettacolo, Alino, facendo ammattire la retroguardia partenopea. Suoi sono stati gli assist per Rolando Bianchi, di cui il primo un perfetto cross col contagiri. Già, Bianchi. Solita gara di sportellate per lui, impreziosita dalla prima doppietta in maglia rossoblù che lo ha reso l'uomo partita: due tiri e due gol, entrambi di bella fattura. Era quello che mancava al numero nove, che fin qui aveva raccolto ben poche soddisfazioni. Dichiarazioni importanti le sue al fischio finale: ha voglia di stare qui, ha voglia di dimostrare che l’investimento fatto su di lui non è stato un errore. Gliene daranno la possibilità.

Le note negative, che comunque ci sono. La prima è la più evidente, ossia Panagiotis Kone. Non si può nemmeno dire che sia stato un fantasma, purtroppo, perché il rigore causato e quell’espulsione per due sciocchi cartellini gialli dimostrano il contrario. Non è la sua posizione, la mezzala, o almeno non ancora, e bisogna trovare una soluzione: o si adatta meglio lui, o lo si sposta. Dove? Non lo so, quindi per ora bisogna battezzare la prima. L’altra nota negativa è la produzione offensiva. Oggi, nonostante quanto di buono fatto, il Bologna ha tirato nello specchio solamente due volte, e ha segnato due gol. Non capiterà più. Perciò guai a considerare improvvisamente completa questa squadra, guai a rilassarsi e a smettere di cercare rinforzi sul mercato. Ce n'è bisogno eccome, perché altrimenti la retrocessione resta uno spettro drammaticamente concreto. La classifica è praticamente uguale allo scorso weekend, e domenica si va in casa della Sampdoria, dove servirà una prestazione simile a quella odierna per uscire indenni. Questa formazione ha bisogno di innesti di valore, e restano solo dodici giorni di tempo per trovarli: saranno i giorni più importanti della stagione del Bologna.