Ci sono alcune domande a cui francamente non riesco a dare una risposta e avrei davvero bisogno di un aiutino. E ci sono poi dubbi che nutro, su noi bolognesi, che solleverei volentieri, se solo servissero a migliorarci. Magari ora vi spiego meglio. Ma cominciamo dalle domande. La prima riguarda Rolando Bianchi. Passata senza commenti la notizia di poco tempo fa, eravamo a fine maggio, dell'operazione chirurgica cui è stato sottoposto Rolando Bianchi. La rimozione di un neuroma di Morton, ovvero - come spiegano i manuali - "un tipo di fibrosi perinervosa di forma benigna, che colpisce il nervo intermetatarsale plantare". Un inconveniente, dice ancora il manuale che come sintomi provoca "dolori e bruciori, anche violenti, sotto la pianta del piede, tali da costringere talvolta a togliersi la scarpa. Nei casi più seri si ha l'impressione di avvertire una scossa. Con il tempo il dolore diventa costante, soprattutto quando si cammina, si sta in piedi per molto tempo, o quando si praticano attività sportive che sollecitano la compressione del nervo interdigitale". Ora, non ci è dato di sapere quale piede sia stato operato, poichè le notizie riportate da siti e giornali non lo specificano (aspetto minimale quando si tratta di un pedatore professionista no? In fondo si sa negli articoli in caso di decesso basta scrivere morto per arresto cardiaco, come se non si morisse tutti perchè il cuore cessa di battere ndr.). Ma sarebbe comunque stato interessante sapere a) da quanto Bianchi soffrisse di questo problema. b) se ha in qualche modo condizionato la sua stagione sportiva. c) Nel caso in cui il calciatore avesse un problema durante la stagione se sia stato lui a voler ritardare l'intervento o se sia stata una scelta dell'equipe medica della società. Non mi sembrano particolari senza importanza... Però, nessuno ne ha chiesto conto. Credo che i tifosi abbiano tutto il diritto di sapere la verità in merito. Seconda domanda: il ginocchio di Paramatti junior ha fatto crac. Aspettando il figlio d'arte (si è fatto male in una pseudo partitella del primo giorno, scontrandosi con Paponi... e io ricordo ritiri antichi dove il pallone non abitava al campo per lunghi giorni: ci sarà stato un motivo, no?) gentile dottor Fusco, chiedo umilmente: dover rinunciare al figlio di Michele per almeno sei-sette mesi non potrebbe comportare l'inserimento in rosa di un altro giovane di prospettiva, e il Bologna ne ha, che - pur non essendo entrato in una delle "note" trattative del pallone di oggi (vedi alla voce plusvalenze) - rappresenti comunque valore aggiunto? O da aggiungere? Ma no, i giovani calciatori sembrano in mano dei diesse, dei procuratori, degli "addetti ai lavori", solamente dei meri prodotti finanziari, degli escamotage di bilancio, non dei ragazzi che hanno sogni, che hanno speranze, che faticano e lottano sperando di ottenere una chiamata. E' qualcosa che mi fa venire il voltastomaco. E' la faccia scura della luna, quella che il calcio italiano non mostra, fingendo di vestirsi di moralità per pochi giorni, dopo il flop di una Nazionale. Una moralità che sarà abbandonata pochi istanti dopo l'elezione del nuovo presidente federale, grottesca situazione tipica del Bel Paese, dove - pensate un po' - quello che è vecchio all'anagrafe è il candidato rivoluzionario. E quello che - per età - è il giovane, difende il valore dei conservatori. Conservatori di un pallone sbilanciato in favore dei Potenti (solo in Italia,) e di chi si genuflette davanti a loro. Al calcio italiano basterà gettare un po' di fumo negli occhi alla gente, basterà raccogliere le briciole in Europa e mantenere la leadership in Italia? Basterà fingere? Lo scopriremo l'11 agosto.
Quelle domande senza ancora una risposta
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