Lo spunto per questa riflessione mi arriva da una conversazione ufficiosa di Diego Perez di qualche tempo fa in cui il mediano uruguaiano affermava che secondo il suo punto di vista l'assenza di Taider per il Bologna sarebbe stata più dannosa di quella di Diamanti. Ovviamente si tratta di un'idea da cui magari i cultori della tecnica e gli esteti della giocata potrebbero dissentire con forza, ma spinge a fare una riflessione attenta su quanto sia cambiata la squadra di Pioli dal momento della cessione inopinata del giovane centrocampista. Il Bologna 2013/2014 infatti è nato in ritiro ad Andalo come una squadra senza Perez ma con Taider al quale il mister ha cercato di abbinare un nuovo compagno scegliendo nella qualitativamente ristretta rosa a disposizione. A dire il vero durante la prima parte del precampionato nessuno dei compagni aveva mostrato una particolare chimica con l'algerino ma poi il problema non si è più posto perchè la sua partenza per Milano l'ha risolto radicalmente. E allora ecco che il Bologna è diventato necessariamente una squadra senza Taider ma con un Perez richiamato in fretta e furia per coprire il buco magari anche sperando ingenuamente che la preparazione atletica individuale svolta dall'uruguaiano in estate potesse sopperire all'assenza dal gruppo rossoblù per due mesi. Eccoci invece oggi a parlare di un Bologna penultimo in classifica con soli tre punti e che soprattutto ha già subito la bellezza di venti gol mostrando una disarmante fragilità difensiva. Anzi forse sarebbe meglio dire che i problemi non riguardano solo la difesa ma l'intera fase di copertura e ovviamente, essendo il pacchetto di difensori rimasto inalterato se non addirittura migliorato, la causa principale deve essere cercata proprio nella assenza di un uomo come Taider in grado di abbinare molto bene le due fasi di gioco con un'ottima tenuta atletica nel corso della gara. Difendere infatti non basta ma serve anche l'abilità di far ripartire l'azione per alleggerire la pressione sui compagni del pacchetto arretrato per non farli vivere eternamente sotto assedio. Sono proprio queste le caratteristiche di cui Perez denunciava la mancanza in quella frase e i dati della scorsa annata gli danno palesemente ragione. Il Bologna infatti nella stagione 2012/2013 ha subito 52 reti complessive ma questa cifra si abbassa sensibilmente andando ad analizzare le partite in cui hanno giocato insieme Perez e Taider. Quando hanno avuto al loro fianco anche qualche altro compagno in un centrocampo a tre i rossoblù hanno subito appena 7 reti e quando invece sono stati loro due gli unici responsabili della mediana i gol realizzati dagli avversari sono stati 12 (di cui 4 solo nel primo tempo della tragica trasferta di Roma con la Lazio). Il totale arriva appena a 19 reti subite: in pratica il Bologna con Perez e Taider a centrocampo ha preso meno gol in un'intera stagione di quelli accumulati già quest'anno in appena sette giornate. Si tratta di un dato estremamente significativo che non deve essere un velo per nascondere gli errori commessi dai singoli in queste prime partite e che sono costati vari punti, ma che serve a porre una volta di più l'accento su come la logica di sopravvivenza economica della gestione di Guaraldi e Zanzi finisca sempre per fare a pugni con il mantenimento di un livello tecnico accettabile per potersi presentare in Serie A.
Quanto manca Taider al Bologna?
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