Oggi inizia la nuova stagione del Bologna ed è facile prevedere che mai come stavolta il tecnico Pioli dovrà sudare sette camicie prima di trovare la quadratura del cerchio ed individuare il modo migliore per far esprimere un calcio efficace alla sua squadra. Non si tratta però di una novità visto che sin dal suo arrivo egli si è trovato ad applicare tutte le nozioni tattiche possibili per trovare il modulo migliore e puntualmente ritrovarsi l'estate successiva a ricominciare tutto daccapo.
Quanti Bologna dovrà cambiare Pioli?
Ereditata in corsa la squadra creata da Bisoli, nell'autunno del 2011 Pioli ha provato a limitare i pericoli schierando la difesa a quattro uomini protetta da un centrocampo a tre con Acquafresca nel ruolo di spalla di Di Vaio. Entro poche settimane però è stato chiaro che il vero punto di forza di quel Bologna non era la difesa, ma la coppia di mediani formata da Mudingayi e Perez ovvero una diga talmente di alto livello da rendere possibile anche qualche azzardo di troppo in attacco lasciando in campo contemporaneamente Diamanti e Ramirez sulla trequarti alle spalle di un Di Vaio nuovamente unica punta. Il Bologna nel 2012 ha quindi spiccato il volo grazie al 3-4-2-1 e alla tanto temuta difesa a tre che aveva fatto saltare già numerose teste.
Il mercato estivo però si è portato via numerosi titolari ed ecco che improvvisamente le certezze sono crollate e gli acquisti tardivi di Gabbiadini (25 agosto), Gilardino e Kone (entrambi 31 agosto) hanno portato ad avviare la ricerca di un nuovo assetto tattico. Persa la forza della mediana ed un protagonista della difesa, Pioli ha abbandonato subito la retroguardia a tre impiegando numerose settimane per trovare il nuovo punto di forza della sua squadra: l'attacco. Senza poter subire pochi gol, il Bologna ha iniziato a segnarne di più osando schierare ben tre fantasisti alle spalle di una punta centrale che nel corso della sua carriera aveva imparato a menadito il manuale del perfetto centravanti. Tra sponde, inserimenti e colpi di genio ecco ancora una volta compiuto il miracolo grazie al 4-2-3-1.
Oggi la squadra che si riunirà a Casteldebole avrà perso sicuramente Gabbiadini, Perez e Gilardino, ma avrà anche almeno Diamanti e Kone sul mercato. Senza dimenticare i gravi infortuni di Antonsson e Cherubin che influiranno pesantemente sulla qualità del lavoro in ritiro. Ancora una volta Pioli si trova già costretto a meditare su una nuova rivoluzione tattica vivendo sempre nell'incognita delle prossime evoluzioni del mercato e con la speranza che almeno negli ultimi giorni possano arrivare nuovi protagonisti su cui impostare il terzo miracolo consecutivo. Buon lavoro mister, ne avrà bisogno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA