Tutto Bologna Web Editoriale Quando una cosa può andare male, andrà male

Quando una cosa può andare male, andrà male

Manuel Minguzzi
La legge di Murphy colpisce sistematicamente il Bologna che non meritava di perdere a Napoli, ma se ci si mette anche la sfortuna allora è meglio che il 2018 sia finito

Finalmente il 2018 è finito. E’ vero che un anno solare non coincide con quello calcistico, ma molto probabilmente il 2018 aveva i contorni della maledizione. Insomma, sei partite vinte di campionato, sconfitte a non finire e anche un po’ di sfiga. Sì perché le squadre scarse probabilmente hanno più probabilità di essere anche sfortunate.

A Napoli il Bologna magicamente gioca a calcio, roba quasi da non credere considerando le tre partite precedenti. Insomma, anche se il Napoli passa quasi subito in vantaggio, i rossoblù restituiscono la sensazione che stasera qualcosa sia realmente possibile. L’ipotesi trova una conferma quando Santander, zoppo, insacca il pari. A rinforzare il concetto c’è il fatto che il Bologna è grosso il doppio del Napoli e ogni volta che c’è un piazzato gli azzurri subiscono. Quando Milik sforna il due a uno con Mattiello appeso come un panno al terrazzino, nel cuore dei tifosi rossoblù alberga comunque la previsione che la partita non sia del tutto finita. E al netto dei cambi di Inzaghi, anche oggi discutibili, il Bologna sembra avere la forza di non mollare come invece aveva fatto tre giorni prima con la Lazio. Infatti a dieci dalla fine Danilo salta come non aveva mai saltato e impatta, chissà che sia la volta buona…che le cose possano girare per il verso giusto, no? Ma c’è sempre, inesorabilmente, la legge di Murphy, quella che porta uno dei migliori, Palacio, a perdere palla sulla trequarti e Skorupski, fino a qui uno dei punti di forza, a capitolare su una conclusione parabile di Mertens. Murphy se la ride ‘mica avrete pensato che sarebbe andata bene? Siete il Bologna, la sfiga c’è sempre, a maggior ragione quando c’è anche una dose di tristezza’. Ok Murphy, abbiamo capito…

Resta dunque l’amarezza per una partita che alla fine si poteva pareggiare, il modo peggiore per perdere dove tutti pensavamo si sarebbe usciti con tre o quattro gol sul groppone senza farne. Alla fine, forse, sarebbe stato meglio così: non avere cioè l’illusione di potercela fare per poi prendere di nuovo un’altra mazzata. Per quanto riguarda Inzaghi, i risultati parlano chiaro e il fatto che sia ancora l’allenatore del Bologna è un miracolo. Dispiace perché può diventare un ottimo tecnico ma nell’ultimo mese e mezzo ha perso lucidità. Anche oggi, forse, non è stato perfetto. Si poteva rischiare Destro, che in quelle numerose mischie in area avrebbe potuto tirare fuori il gollettino di rapina, e non è del tutto chiaro l’inserimento di Nagy per Svanberg, con Pippo che, pochi minuti dopo, avrebbe inserito Orsolini per Pulgar di fatto gettando un cambio alle ortiche. Non è una supposizione del sottoscritto ma la testimonianza del bordocampista Sky. Insomma, la prestazione c’è stata e ora tutti diranno che non si può esonerare un tecnico dopo una partita persa per 3-2 all’88’ a Napoli, ma qualche dubbio, personalmente, aleggia ancora…