Tutto Bologna Web Editoriale Prima Borini, ora Capello: il prossimo?

Prima Borini, ora Capello: il prossimo?

Redazione TuttoBolognaWeb


Le cessioni di Borini e Capello. Due situazioni diverse ma alla loro maniera parecchio discusse.

Era l’estate 2007 e il Chelsea prelevava dal Bologna il promettente Fabio Borini, allora 16enne prospetto del vivaio rossoblù. Il club londinese, non appena intuito il potenziale del bimbo, mandò in fretta e furia Frank Arnesen, responsabile dell' Academy dei Blues, per fargli sottoscrivere un quadriennale da 500 mila euro netti a stagione che il ragazzino di Padulle accettò subito senza troppe remore. E ci mancherebbe, a un club che punta su di te così giovane dandoti tutti quei soldi e offrendoti un’opportunità del genere a Londra, non si può che rispondere sì. Su come sia sfuggito questo giovane talento si è già detto a sufficienza. Due settimane fa Cazzola, allora presidente, ha dichiarato che tutto ciò che succedeva nel Bologna passava da lui: la trattativa per Borini sarà dunque stato uno spiffero sfuggitogli. Inutile piangere sul latte versato, ma lo sapevano anche i sassi a Casteldebole che il ragazzo era un predestinato ed è proprio per quello che brucia l’esserselo lasciato scappare. I più maligni sostengono che in fin dei conti Borini ha fotto poco e niente, ma puzza più di scusa, un po’ come la volpe con l’uva. Ciao ciao Borini quindi, ma al Bologna cosa andò in cassa? Nulla. Doppia beffa per la perdita di un prospetto e per non aver monetizzato alcunché. Dopo 6 anni dall’affaire-Borini, si ripropone una mala gestione di un giovane, trattasi dell’ormai arcinoto primavera rossoblù, Alessandro Capello, ormai a più di un passo dalla firma con l'Inter. Il Bologna incasserà circa 2,5 milioni di euro dalla sua cessione e non rischierà così di perderlo a zero euro, come fu per Borini, non avendo rinnovato il contratto in scadenza nel 2014. Paradossalmente e sarcasticamente è un passo avanti rispetto al passato, perché il Bologna si fa pagare per la sua “merce” ma fa da contraltare la natura dell’operazione. Posto che economicamente si tratta pur sempre di un’entrata consistente e che valorizza indubbiamente un proprio prodotto, bensì va rimarcato come la sua cessione non porti soldi per il mercato ma solo per il bilancio. Senza dimenticare che ci si priva di un ragazzo che a detta di tutti gli esperti delle giovanili a livello nazionale, è fra i più promettenti. Sarà anche vero che complessivamente ci si aspettava qualcosa di più da lui nell’annata appena conclusa (stando alle parole di chi ha seguito la Primavera durante l’anno) ma sta di fatto che il Bologna perde un patrimonio che avrebbe potuto valorizzare in maniera diversa e soprattutto in casa propria. Inoltre, l’ex rossoblù De Marchi, procuratore del ragazzo, ha affermato rincarando la dose: “L'Inter ha voluto il giocatore e anche il ragazzo voleva l'Inter in quanto attratto dal progetto giovani e dal poter giocare, con tutto il rispetto per il Bologna, in un club di livello superiore”. L’ex difensore del Bologna parla di progetto giovani. Su tale progetto il Bologna FC deve schiarirsi le idee, perché non si possono avere dei talenti e non valorizzarli come si deve. Non si investe su di un giovane aggregandolo talvolta alla prima squadra o facendogli fare due scampoli di gara in Coppa Italia, bisogna portarlo in panchina in Serie A e dargli modo di crescere come si deve, dandogli fiducia di tanto in tanto. Fare come si è fatto finora, porta a poco: al massimo si incassano due soldi ma si sfrutta solo parzialmente il potenziale del ragazzo in questione e l’operazione Capello ricalca in pieno questa tesi. Dopo Borini, offerto in pasto ai leoni per presunta leggerezza tocca a Capello, non proprio regalato stavolta, ma sacrificato per il bilancio. E adesso attendiamo i soliti “non ha ancora dimostrato nulla” o “non è detto che diventi forte”: ma deve per forza diventare un fuoriclasse per rimpiangerlo? No, in realtà basta molto, ma molto meno. Salutiamo anche Capello quindi, senza averlo mai visto fare un tiro in una porta dello stadio della sua città. E avanti il prossimo.