La prima uscita ufficiale del Bologna ha messo a nudo alcuni limiti della squadra di Lopez. Ora non bisogna sottovalutare questo campanello d'allarme e nascondersi dietro a frasi come ”è calcio d'agosto". Si, va bene il calcio d'agosto ma prima di tutto è stato sbagliato l'approccio alla gara: una squadra scesa in campo senza grinta che a molti, compreso il sottoscritto, ha rievocato i fantasmi del "carattere" della rosa che ha portato alla retrocessione. Le analisi delle partita di Coppa già sono state fatte e per questo non mi dilungherò più di tanto, volevo invece soffermarmi e fare i complimenti a un mister che stimo particolarmente: Giovanni Pagliari. Permettetemi questa piccola digressione, conosco la sua passione per il mestiere che fa, è un profondo conoscitore di calcio ma anche uno dei pochi che sa leggere davvero bene le partite e se il collettivo de L'Aquila è quello visto domenica scorsa il merito è anche e soprattutto il suo.
Presidente: non escluda il ritorno (anticipato), ma per andarsene
In ogni caso, a parte la sconfitta rimediata sul campo, sono anche altre le sconfitte del Bologna: la prima riguarda la pessima gestione del manto erboso del Dall'Ara, la seconda riguarda l'altrettanto pessima gestione della vendita dei biglietti. Perchè è vero che la società aveva avvisato sul fatto che i tagliandi fossero disponibili solo a Piazza della Pace, ma è inammissibile che chi ha comprato i biglietti allo stadio si sia dovuto sciroppate code chilometriche e molti di loro non siano neanche entrati nell'impianto sfogando la propria rabbia sui social network. Capisco perfettamente la rabbia di chi si è sfogato per questa pessima gestione della vendita dei biglietti e per questo gli sto dando risalto in questo editoriale.
A questi fattori va aggiunto che ieri è andata in scena la conferenza stampa dei possibili compratori del Bologna. E in tutto questo il presidente dov'è? È in vacanza e tornerà solo il 25, come se nulla fosse, come se non avesse portato una società molto vicino al baratro. Come se non servisse l'aumento di capitale entro il 15 Ottobre e come se avesse già versato la quota relativa all'aumento precedente. Perchè ricordiamolo, l'ultimo aumento di capitale che Guaraldi avrebbe dovuto versare non è mai stato versato, e senza di quello non può esserne fatto un altro dai possibili compratori del Bologna. Magari in vacanza starà pensando alla buonoscita per lasciare la società, anche se non va dimenticato il famoso "mi farò da parte se...": un'altra "meravigliosa" bugia di uno straordinario attore. Devo ammettere, però, che le telefonate a distanza sono una specialità della casa: ha esonerato Pioli dal Messico, non credo avrebbe difficoltà a parlare della cessione della società dalla Sardegna. Sarebbe capace anche di questo, ma già il solo fatto di rispondere a una telefonata per parlare di cessione del Bologna sarebbe una notizia. Spero che durante queste vacanze il presidente si renda conto che chiedere 15 milioni (10 di buonauscita e 5 per accedere ai libri contabili) sia una follia. Potrebbe essere un'altra manovra per allontanare possibili compratori, che questa volta sembrano davvero fare sul serio. Dico sembrano perchè visto cosa è successo in passato con altri ipotetici compratori non posso non tenermi nel campo delle ipotesi.
Chiudo con un omaggio a Califano: lo faccio per il semplice motivo che il titolo di una sua canzone mi ha fornito lo spunto per quello di questo editoriale. La canzone è "Non escludo il ritorno", il testo non ha nulla a che fare con quello di cui stiamo parlando ma il titolo come potete ben capire, si. E allora "caro" presidente non escluda il ritorno (anticipato), ma non escluda neanche di tornare per andarsene una volta per tutte. Torni per trattare la cessione del Bologna: faccia fare quel mestiere a chi ci mette davvero passione e non lo fa solo per il proprio tornaconto personale, indipendentemente dal fatto che si possa ritenere credibili Bruni e compagnia. E poi nel caso qualsiasi trattativa dovesse andare in porto, non era meglio tornare prima dalle vacanze e permettere ai possibili compratori di fornire maggiori risorse per il mercato? Si aggiunga a questo il fatto che il presidente ha risposto attraverso una nota direttamente dalla Sardegna. Sarebbe stata tutt'altra cosa presentarsi a Bologna per interloquire con i compratori invece di rispondere con una nota. Adesso invece dobbiamo attendere il 25 Agosto, solo dopo quel giorno sapremo (forse) come andrà a finire questa storia che prosegue ormai da troppo tempo.
Come dite? Se avesse pensato queste cose non sarebbe Guaraldi e noi non saremo in questa situazione? Sapete cosa vi dico? Avete pienamente ragione.
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