Tutto Bologna Web Editoriale Premere sull'acceleratore per continuare a sognare

Premere sull'acceleratore per continuare a sognare

Giacomo Bianchi

È stato l'epilogo perfetto della settimana perfetta. Tre goal al Varese, desiganta vittima sacrificale di un Bologna che non poteva pensare di terminare diversamente la gara di sabato. C'erano tutte le condizioni per riuscire a fare bene: serenità nello spogliatoio, tranquillità e vicinanza data dalla nuova società, consapevolezza nei propri mezzi dopo i recenti risultati utili consecutivi, il clima ideale per una partita di calcio e la vicinanza di un pubblico che sicuramente è stato attirato allo stadio più dall'arrivo del nuovo Presidente che dalla partita in sè ma che, dal primo minuto al novantesimo, non ha certo pensato a Joe Tacopina ma soltanto a sostenere i ragazzi con la maglia rossoblù. Non poteva finire altrimenti, sono arrivati tre goal che hanno suggellato una discreta prestazione ed una padronanza sul terreno di gioco che è stata netta, tolti i primi dieci minuti di agonia nei quali gli uomini di Lopez hanno forse un pò risentito dell'emozione e del clima che si respirava.

Poi, con il passare dei minuti, le cose sono cambiate: Matuzalem ha preso in mano le chiavi del centrocampo e ha cominciato ad organizzare la manovra rosssoblù. Ne è venuto fuori un discreto possesso palla, si sono cercate tanto le punte con la palla per terra e si è provato a giocare a calcio: erano anni che non si vedeva una mentalità del genere, e il merito va tutto a mister Lopez che, grazie al suo passato da regista e palleggiatore, ha fatto in modo che il suo stile di gioco venisse trasmesso anche ai suoi giocatori. Non è un caso che il goal di Abero sia venuto proprio in questo modo: palla dal centrcampista alla punta, sponda di Acquafresca per l'inserimento del terzino e vantaggio rossoblù che si è concretizzato grazie anche alla freddezza sotto porta dell'uruguagio. Proprio Abero è stato uno dei grandi interrogativi delle ultime settimane: dopo l'infortunio di Morleo si è pensato a lui come prima alternativa, ma il giovane Adam Masina è sembrato, a tratti, molto più di un terzo rincalzo. Dopo la non entusiasmante prova contro il Latina, più di uno aveva pensato che l'anello debole della macchina rossoblù venisse proprio dalla fascia sinistra, tant'è che non ci si sarebbe assolutamente scandalizzati se sabato in quella posizione avesse giocato il giovane terzino fresco di convocazione in Nazionale. Ma Lopez ha rinnovato la fiducia nei confronti del suo numero 13 ed è stato premiato con il goal che ha sbloccato la partita. Certo, non cambiano le opinioni nei confronti di Abero: non è un terzino e, se messo più in difficoltà di quanto sia realmente successo sabato, i patemi potrebbero aumentare. Ma per una volta, dopo le tante critiche degli ultimi anni, è giusto dire che lo stipendio (almeno a sto giro) se lo è meritato.

Archiviato il successo casalingo, da ieri si è già cominciato a pensare alla gara contro il Modena. Derby vero, se ce n'è uno: la gara contro i “canarini” è la più sentita in assoluto, molto più delle sfide con Cesena, Fiorentina o Juventus, se si vuole fare un paragone. E così, dopo le gioie che sono arrivate nelle ultime settimane (sia sul campo che dalla scrivania), non ci si può certo fermare. Bisogna continuare a sognare, bisogna continuare ad ottenere punti con una prova che, per il significato che la accompagna, potrebbe galvanizzare ancora di più. Si andrà a Modena in condizioni critiche, visto che mancheranno sia Zuculini che Buchel, ma forse è meglio così: sapere che non saranno in campo due elementi che fino a questo momento sono stati cardini della squadra, probabilmente spingerà i compagni a dare ancora più di quello che hanno mostrato fino ad adesso. Il pubblico apprezzerebbe, Lopez anche, la dirigenza ancora di più: vincere a Modena per sentirsi ancora più forti. Alla fine non sarebbe così male.