Sinceramente io sono un po’ confuso. Ormai una cosa la abbiamo capita di sicuro, i conti del Bologna fanno veramente pietà. Per mesi ci hanno detto e ridetto che una società in uno stato simile, nessuno l’avrebbe mai voluta nemmeno regalata, si parlava persino di fallimento pilotato verso la fine di Maggio.
Per un pugno di dollari o di caffè
Poi improvvisamente spunta fuori la trattativa con gli americani! Ed ecco che tornano a posto tanti tasselli, come ad esempio la fiducia che Guaraldi era riuscito a strappare alle banche al momento dell’iscrizione alla B. Per alcuni giorni ci siamo cullati sul sogno americano prima del colpo di scena al profumo di caffè. E ora sembra tutto fermo. O meglio: sembra proprio che si faccia a gara per comprare il Bologna! Ma come, una società con un buco di venti milioni e altri mille problemi da sistemare, perché mai dovrebbe attirare così tanto degli investitori? Cosa spinge Massimo Zanetti a voler tornare in pista così all’improvviso? E cosa spingerà poi questi signori americani a volere una società così disastrata.
Se avessi ancora il grembiule blu delle elementari, probabilmente crederei che Mr Tacopina e Mr Saputo siano venuti dal lontano pianeta USA per salvare il Bfc, un po’ come i supereroi dei fumetti Marvel. Hanno sentito prudere il senso del ragno e si sono catapultati sotto le Due Torri. Ma visto che non ho più 8 anni, purtroppo, devo sospettare che, più che il senso del ragno, si sia attivato il senso del dollaro.
Parliamoci chiaro, nessun imprenditore viene a fare della beneficenza, tantomeno da oltreoceano, non si regalano i milioni solo perché Bologna è una città bella e affascinante. Se Saputo e Taco sono venuti a Bologna, e ancora spingono per acquistare tutta la baracca, vuol dire che hanno possibilità di guadagno. Quale momento migliore per investire se non questo infatti, ripartire da zero e ridare forza sia al Bfc sotto il punto di vista sportivo che aziendale; ogni buon contadino sa che dalla cenere nasce subito erba fresca e più verde di prima e ogni imprenditore sa che dai fallimenti, nei contesti giusti, si può ripartire per creare successi.
Meno chiaro l’intervento di Zanetti. Nessuno crede che l’abbia fatto solo per amore dei colori cittadini, qualcuno crede lo faccia solo per soddisfazione personale, come voglia di rivalsa contro chi inizialmente lo aveva estromesso. Probabile che in parte sia così, d’altronde anche i milionari sono esseri umani, ma certamente c’è qualcosa di più dietro l’interesse di Mr Segafredo, che evidentemente non è così sfiduciato (come fece credere) sulla possibilità di un rilancio del Bologna, un rilancio che possa far bene anche al suo portafoglio.
Nell’era contemporanea del nostro calcio, dove iniziano a nascere gli stadi di proprietà (o almeno i loro progetti) , le società sono sempre più dei brand a tutti gli effetti, si comportano come tali e come tali generano profitti, sfatando quindi definitivamente il famoso mito (più volte ripetuto nell’ultimo anno da Guaraldi) che chi investe nel calcio va sempre e comunque in perdita. Dall’altra parte della scrivania però c’è una città intera, un popolo di tifosi, a cui importa solamente che il Bfc torni al più presto nel posto che gli spetta; che sia per un pugno di dollari o di caffè, dottor Zanetti, Mr Saputo e Mr Tacopina, mettetevi una mano sul cuore, o almeno sotto una sciarpa rossoblù. È il momento di ripartire.
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