Tutto Bologna Web Editoriale Parole parole parole... ma ora servono i fatti, e subito

Parole parole parole... ma ora servono i fatti, e subito

Marco Francia

La tanto attesa presa di posizione di Massimo Zanetti, una dichiarazione di intenti che sgombrasse il campo da ogni tipo di dubbio sulle reali intenzioni dell’imprenditore di Treviso, è arrivata. Sabato a Vicenza il magnate del caffè si è preso sulle spalle un Bologna più che disastrato, promettendo il salvattaggio della società e una pronta risalita nella massima serie. Il compito che attende Massimo di Nazareth e i suoi apostoli non è dei più semplici: ci sono i premi della passata stagione da saldare, uno sproposito di stipendi da pagare, una squadra da rinforzare a gennaio (potrebbero bastare un paio di elementi, ma di quelli buoni) per tornare in Serie A e poi da ricostruire da cima a fondo (chi terreste di questa squadra in caso di risalita? Io quasi nessuno, sinceramente) per rimanerci con tranquillità prima ed essere protagonisti poi. Di soldi da sborsare ce ne saranno, insomma, e non pochi. Le occasioni per capire se quello di Zanetti per il Bologna è amore vero non mancheranno; o forse, pensandoci bene, qualcuna l’abbiamo già avuta.

“[Se gli americani] Ne avessero messi tredici [di milioni], si prendevano la società e la discussione sarebbe durata mezza giornata”. Vero, ma lo stesso, identico discorso vale anche per Lei, Mr. Segafredo: avesse appoggiato il grano per liquidare Guaraldi a tempo debito, mettendo da parte l’orgoglio e le mani nel portafoglio, il Suo tanto amato Bologna non si troverebbe nella melma fino al collo come, soffocato da un filotto di gestioni – Menarini-Porcedda-Guaraldi – che hanno distrutto economicamente e sportivamente una società gloriosa come quella del nostro cuore.

“Il Bologna è dei bolognesi”. Eh no, caro Massimo, il Bologna sarà solo e solamente Suo e dovrà essere Lei a portarlo quanto prima il più in alto possibile. Se il Bologna fosse davvero dei bolognesi, Lei si sarebbe dovuto impegnare molto prima, almeno un paio di anni fa, quando la città tutta – Sindaco compreso, pensi un po’ – invocavano a gran voce il Suo intervento. Lei ha preferito attendere, scegliendo (legittimamente) di attendere che fosse il vero proprietario della società a tornare in ginocchio da Lei. Non deve essere il “senso civico” a guidarla nell’improbo compito che lo attende, ma quello stesso fiuto per gli affari che l’ha portata a costruire quel colosso che da anni è la Segafredo-Zanetti.

“Vogliatemi bene”. Se farà le cose per bene, caro Massimo, non deve avere alcun dubbio in merito: gliene vorremo tanto, tantissimo e saremo ben felici di sopportare i suoi capricci e quell’antipatia che – non me ne voglia – a pelle provo nei suoi confronti. A Lei che negli ultimi giorni si è riempito la bocca di amore, amore e ancora amore mi permetto di dire solo un’ultima cosa: i tifosi hanno dimostrato in più di un’occasione il loro amore incondizionato nei confronti della squadra, della maglia, dei colori rossoblù; mentre Guaraldi distruggeva impunemente una società gloriosa come questa, Lei probabilmente dormiva, un po’ come quando l’ha contattata Saputo qualche giorno fa, come da Lei raccontatoci. Ora che l’amore per il BFC pare essersi improvvisamente risvegliato nel Suo cuore, è arrivato il momento di mettere da parte le parole e di iniziare con i fatti, senza perdere altro tempo. Quello delle penniche è terminato da un pezzo.