Al Bar della "Sbagiuzza" d'estate si mettevano i tavolini fuori. Si chiamava così perché aveva aperto negli anni '60 in alternativa ad un locale per fighetti che ebbe poca gloria e fece fine mesta, non certo per la concorrenza dei nostri. Il dehor della Sbagiuzza erano quattro tavolini traballanti (incuranti d’improvvisati "spessorini"di cartone, modello fai-da-te) con tovagliette a quadrettoni, rigorosamente bisunte e più adatte a una Trattoria.
Parlando di niente.....qualcosa si impara
Lo sport più popolare, dopo le carte, era il parlare di niente. Si parlava di niente anche sei il tema era politico, calcistico o magari donnaiolo. Parlare di niente era uno stato mentale più che una situazione. Un po' come i quotidiani in tempo di Calciomercato. Per fortuna ogni tanto si palesava un forestiero di fuori quartiere e se costui aveva l'incauto ardire di lanciare un sasso nel piatto della conversazione, innescava l'onniscienza nozionistica di Ernesto Saputelli pronto a sibilare come un cobra se l'argomento era di calcio. Quel pomeriggio di Luglio del 2013 l'incauto avventore che sorseggiava un "canarino" (probabilmente per smaltire un pranzo indigesto) s’inserì in una conversazione sul Calciomercato rossoblù (a proposito del parlare di niente) dei soliti abituè con una tipica frase da milan-inter-juventino: ma cosa volete mai sapere voi di calcio che non avete mai goduto? Che non avete un record... un exploit ...una gemma da raccontare!
Saputelli non perse tempo, si alzò ergendosi su uno dei gradini dell'entrata del Bar e iniziò il soliloquio: "Le tralascio, mio caro, i sette scudetti, le due Coppe Italia e i Trofei Internazionali portati a casa quando il calcio si faceva con i piedi e non con i soldi. Mi limito a ricordare che:
- siamo l'unica squadra ad avere vinto uno spareggio-scudetto;
- abbiamo avuto cinque Presidenti diversi in un meno di un anno;
- abbiamo segnato un gol dopo una corsa di 80 metri con un giocatore che aveva in realtà un altro nome e dichiarava qualche anno di meno;
- abbiamo avuto un campione d’Italia, Paride Tumburus, che solo sette anni dopo fu conteso alle buste tra Vicenza e Rovereto con offerta massima di 175 lire (meno di quattro ghiaccioli o due caffè);
- abbiamo avuto il pullman di Stranamore di Castagna a Casteldebole per convincere la fidanzata a riprendersi una delle più belle ali del dopoguerra;
- abbiamo avuto un portiere debuttante, Beppe Zinetti, che dopo quarantacinque minuti indossò la fascia di capitano;
- abbiamo avuto Francone Janich, il Recordman della Serie A per partite giocate senza mai un gol, e neanche un’espulsione: 425;
- ad Ascoli, un raccattapalle respinse in campo un pallone, già in fondo alla rete (ma proprio in fondo) mandato in gol da Beppe Savoldi e l'arbitro non vide nulla; il ragazzino però andò alla Domenica Sportiva;
- abbiamo avuto il Giocatore del Secolo di San Marino: Massimo Bonini;
- comprando, pagato profumatamente, Mister Sudamerica (Rubio) ci regalarono lo scartino Zamorano... carriere poi molto invertite;
- la foto di Pascutti che segna in tuffo, a dieci centimetri da terra con Burnich aggrappato alla sua schiena è una delle immagini più diffuse nel Mondo, quasi come Papa Giovanni e il Che Guevara (era in tranche agonistica e calcava un po’ la mano…)
- abbiamo avuto il portiere Franco Mancini che fece la controfigura a quello che nel Borgorosso Football Club para il rigore... poi ripetuto;
- abbiamo avuto Paolo Stringara che a sei anni cantò allo Zecchino d'Oro Torero Camomillo (anche se i forum web alimentano questa tesi pare sia una leggenda metropolitana diffusa da Gigi Maifredi - N.d.R.); "
Saputelli prese fiato, sorseggiò una boccata di spuma al cedro e chiosò allo sventurato avventore, rimasto impietrito come un baccalà: " E adesso se ne andi, bagaglio!...Ti propri un sfighè!"
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