La scorsa settimana è stata una delle peggiori della recente storia rossoblu. Due sconfitte in quattro giorni al Dall'Ara era da tempo che non si vedevano. Ammetto di non aver controllato le statistiche, ma credo che non sia capitato così tante volte nella storia del glorioso Bologna. Contro il Siena le seconde linee hanno fallito un appuntamento fondamentale per mettersi in mostra, mentre contro la Juve i titolari ci hanno provato, ma l'avversario era ostico. Inoltre in queste partite (vedi contro l'Inter poche giornate or sono) una mancata espulsione per fallo da dietro di un avversario già ammonito è il minimo che puoi aspettarti, ormai è inutile commentare quella che è la normalità, penso solo che se fossi tifoso di una di queste squadre, qualche domanda me la porrei.
Ok gli auguri di Natale, ma la B incombe cara società
Domenica si va a Firenze dove un punto sarebbe oro, poi la settimana seguente a Bologna viene il Genoa e ci aspetterà l'ennesima sfida da dentro o fuori. Quest'anno va così e, mentre siamo penultimi in classifica, ci sono gli incontri per i primi auguri di Natale e i primi regali, tra i vari soci e delle varie personalità. Che bello. Le strette di mano, i baci, i sorrisi ed i buoni propositi. In queste occasioni è difficile fare il guastafeste e dire che, se non ci diamo una raddrizzata, rischiamo seriamente la b? Forse si, ma bisogna che qualcuno all'interno della società si faccia sentire e prenda le dovute precauzioni contro una possibilità del genere. Fare gli ottimisti non è di nessuna utilità in questo momento, occorre essere realisti e dire che salvarsi non è un'impresa impossibile, perché abbiamo visto che, se le cose girano bene, la squadra ottiene risultati anche importanti, ma bisogna evitare di prendere sottogamba il problema. Va sottolineato come peraltro la squadra stia veramente mettendo tutto sul campo, in ogni occasione; l'impegno non manca mai, quindi nulla si può dire ai giocatori, che sono sicuramente ben pagati per questo, ma non sempre negli anni passati abbiamo visto il Bologna lottare in questo modo. Questo fa ben sperare. Credo che per salvarsi la prima dote che bisogna avere sia il temperamento: quando una squadra entra in campo con l'atteggiamento giusto molto spesso porta a casa il risultato al di là delle doti tecniche. Poi come sappiamo nel calcio ci sta tutto, ma l'atteggiamento giusto alla lunga porta risultati.
In questi giorni che precedono il Natale il ricordo ci riporta al 20 Dicembre 2010, quando la cordata degli imprenditori salvò di fatto il Bologna dal fallimento. In quei giorni il cuore dei bolognesi ha tremato e il salvataggio che ne è seguito è stato accolto quasi come un miracolo. Mi ricordo le file al supermercato per comprare solo quel caffè, mi ricordo le canzoni per radio e mi ricordo la felicità che faceva contrasto con il terrore dei giorni precedenti. Il periodo che aveva preceduto la “scesa in campo” di Consorte e soci era stato veramente difficile per le coronarie dei tifosi rossoblu: ricordiamo tutti la conferenza stampa shock dei Menarini, la fuga da Casteldebole di Porcedda, le messe in mora dei giocatori e la paura di sparire dal calcio. Il salvataggio è arrivato prima di Natale, come un regalo perfetto che arriva al momento giusto e ti rende la vita più bella. Ma come tutti i regali a guardarlo bene non era poi così perfetto e ben presto la vita, che sembrava così bella, è tornata normale, con alti e bassi, come sempre. Quel Natale però è stato fantastico, anche perché la squadra, mentre la società stava fallendo, ha cominciato a vincere. Ora forse non siamo messi come allora, nel senso che Guaraldi non è Porcedda e ha sempre onorato tutte le scadenze, ma la classifica piange e non siamo certi che passeremo un bel Natale sportivamente parlando. Non ne siamo certi perché i risultati stentano a venire, ma anche perché se anche arrivassero, la domanda è sempre quella: e poi? Anche se (e lo speriamo tutti) quest'anno dovessimo nuovamente salvarci, cosa intendiamo fare per il futuro?
Quella passata come detto è stata una delle peggiori settimane degli ultimi anni. Quindi è d'obbligo cercare il riscatto già dalla trasferta di Firenze che, per quanto proibitiva, rimane sempre una partita di calcio, dove impegno e atteggiamento contano sempre tanto. Un passo alla volta: lo ripetiamo da inizio stagione, la classifica è brutta, ma per migliorarla bisogna vincere la gara di nervi e aggiungere un tassello dopo l'altro, con tanta pazienza e senza mai guardarsi indietro. Sarebbe bello rivivere un Natale come quello del 2010 e ritornare a sperare, anche solo per un giorno, di poter tornare a lottare per qualcosa di un pelo più nobile della salvezza. Ma siamo tifosi del Bologna e siamo abituati a soffrire, lo abbiamo scelto da piccoli, siamo autolesionisti ma questa è la nostra passione, la nostra fede. E come tutte le passioni non deve mai essere messa in discussione.
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