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Nonostante tutto

Luca Lollini

Uno dei Bologna peggiori della stagione ha immeritatamente pareggiato contro la seconda in classifica. Non è meraviglioso? Uno dei Bologna peggiori della stagione ha pareggiato contro la seconda in classifica, e lo ha fatto pure immeritatamente: la ciliegina sulla torta.

Sto esagerando, ma nella mia quasi patologica ossessione di trovare dell’acqua per vedere il bicchiere mezzo pieno, credo che qualcosa di utile ci sia anche oggi. O meglio, quel bicchiere non lo vedo così estremamente vuoto.

Alla fine abbiamo incontrato una squadra in grado di metterci notevolmente in difficoltà (dominarci, dai), perché questo Frosinone ha fatto ciò che ha voluto per quarantacinque minuti. Delle furie gli uomini di Stellone (bravo), feroci su ogni pallone, privi di qualunque sudditanza di blasone (a differenza del Carpi, ad esempio) e determinati a non far superare la metà campo ai rossoblù. L’unica pecca un’insolita sterilità, che appunto da uno dei migliori attacchi del campionato non ti aspetteresti. Di pericoli reali alla porta di Coppola i ciociari non sono riusciti a crearne (non ricordo sue parate oltre l’ordinaria amministrazione), e il gol del vantaggio di Ciofani è nato da un corner che è stato un dono di Natale con una dozzina di giorni di anticipo. E il Bologna? Zero assoluto, sballottato di qua e di là in base ai voleri del Frosinone, ipnotizzato e preso a sberle, incapace di infilare tre passaggi consecutivi. A centrocampo, soprattutto, l’assenza di Matuzalem ha prodotto una voragine immensa, che purtroppo Casarini non è riuscito a riempire sia perché ancora fuori forma sia perché inadatto a coprire quel ruolo. C’erano, insomma, tutte le carte per assistere un tracollo.

Invece nella ripresa il Bologna si è ripreso, scendendo in campo con un piglio diverso e che ha portato al pareggio immediato di Bessa. Gli ospiti, storditi quanto me da questa nuova attitudine, sono spariti dal campo. Vi hanno fatto ritorno, increduli, quando Oikonomou gli ha regalato il raddoppio sbattendo il pallone alle spalle di Coppola: in Grecia Babbo Natale non c’è, tuttavia Marios ieri ne ha comunque fatto le veci. La squadra di Lopez, che prima aveva addirittura sfiorato il vantaggio in un paio di occasioni, non si fa inghiottire dal nulla del primo tempo ma vede comunque la furia agonistica iniziale affievolirsi. Continuano a spingere, i rossoblù, senza però incidere. Dentro anche Improta e Giannone con Laribi arretrato in mediana per dare vita un 4-2-4 a ragione spregiudicato, ma che non basti inserire tutti i tuoi attaccanti per fare gol è una dato risaputo. Basta, a volte, vedersi ricambiare un dono da un avversario, nel nostro caso Zappino, che uscendo totalmente a vuoto allunga il pallone a Maietta per il due a due.

Che sarebbe stata una partita difficile lo sapevamo, e lo abbiamo capito del tutto durante il primo tempo. Un primo tempo che, però, a posteriori fa rabbia: non era solo una questione tecnica, quindi, ma anche mentale, forse la consapevolezza di avere una mediana ultra-rimaneggiata e fragile. Perché non possiamo fare a meno di Matuzalem, soprattutto se anche Buchel è out: forse non si vede sempre, ma il lavoro del brasiliano è vitale per i rossoblù. Nonostante tutto, però, siamo riusciti a portare a casa un puntaccio che ci tiene in ampia linea di galleggiamento, al termine della partita più sofferta dell’anno. Per questo non dispero, per questo sono ancora convinto che il Bologna, a pieno organico, possa dire tantissimo in una Serie B di tale livello. È quel “nonostante tutto” la parte da sottolineare. E se (un “se” minuscolo, direi) a gennaio la nuova proprietà interverrà sul mercato, il Bologna urlerà anziché limitarsi a dire. Serve reggere fino a gennaio, come abbiamo retto sin qui. Senza stravolgimenti, senza rivoluzioni: non sono necessarie, non siamo scarsi. Anzi.