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Non svegliateci da questo sogno

Redazione TuttoBolognaWeb

Non svegliateci da questo sogno. Ebbene sì signori miei, è da poco arrivata la notizia per cui noi tutti abbiamo pregato e sospirato negli ultimi tempi: il Bologna è ufficialmente in mano agli americani. Il CDA straordinario di ieri sera, conclusosi poco dopo le 23, ha partorito la decisione dei soci, che per fortuna hanno optato per la via più ragionevole. Meno male, significa che un barlume di saggezza e oculatezza era rimasto dalle parti di Casteldebole.

Ripercorrendo però le puntate infinite di questa storia, aumenta ancora di più la soddisfazione per come sia andata a finire. Non più tardi di martedì infatti, in un mio intervento telefonico durante la trasmissione "Tuttobolognaweb live", in onda sulle frequenze di Radio Bologna Uno, si parlava appunto della corsa a due alla poltrona rossoblù e, a esplicita domanda, davo un 65% a Zanetti e un 35% al duo Tacopina-Saputo, bravi e pronti poi a ribaltare il pronostico del sottoscritto grazie all'offerta (molto molto allettante) fatta arrivare sulla scrivania di Guaraldi ieri mattina, che a conti fatti è stata l'asso nella manica che ha stravolto le carte sul tavolo rossoblù. A quel punto, con i circa 13 milioni dell'aumento di capitale più i 5,7 milioni per i soci - elemento decisivo per la virata degli stessi verso la proposta americana - hanno ribaltato la situazione, con Zanetti e il fido Baraldi che hanno potuto fare poco o nulla, limitandosi a prendere atto e ad aspettare l'esito del CDA, che comunque non è mai stato scontato fino all'ultimo istante (anche se già dall'ora di cena, su Wikipedia, si poteva leggere il nome di Joe Tacopina sotto la voce "presidente" nella pagina del Bologna). Poi però, dopo l'ennesima attesa incredibile, è arrivata la buona novella: i soci hanno deciso, si va avanti con la trattativa americana, con tante grazie a Massimo Zanetti del quale rimarrano poco chiare modalità e tempi di azione. Alla fine, le cifre definitive dovrebbero essere rispettivamente 6 milioni per l'aumento di capitale e 6,3 (in tre anni) per i soci, ma conta poco. La sostanza è che si prosegue con gli americani.

Detto ciò, faccio ancora fatica a capire perché il re del caffè abbia deciso di rientrare (o almeno far finta) al timone, se solo pochi mesi prima aveva rifiutato categoricamente nonostante il rischio incombente del fallimento sulla testa del Bologna. Vero che, avendo il 20% delle quote rossoblù, un eventuale dietrofront della cordata americana con annesso naufragio del Bologna Calcio avrebbe avuto ripercussioni pesanti anche sulla sua società e relativa quotazione in borsa. Vero anche che mister Segafredo, per il bene del Bologna, sarebbe stato disposto ad un aiuto temporaneo per tamponare l'emorragia rossoblù. Ma è soprattutto vero che, dichiarazioni di facciata a parte, non si era mai parlato di uno straccio di progetto. E allora, cari lettori, non capisco perchè non fidarsi di Joe e Joey, che da subito hanno mostrato entusiasmo e soprattutto concretezza d'idee, parlando di stadio, zona commerciale e ambizione di riportare il Bfc in alto, molto in alto.

Al di là di tutto, continuare a parlare di quanto successo per provare a capirci qualcosa è esercizio di puro masochismo, peraltro inutile. Viene quasi da pensare che, a questo punto, le dichiarazioni dello scorso sabato dello stesso Zanetti, che accusava gli americani di non aver voluto chiudere davvero la trattativa, siano state fatte apposta per stimolare il ritorno di Saputo e Tacopina, che non si sono fatti attendere. E' pur sempre un'ipotesi, la mia ipotesi, ma spesso a pensar male ci si azzecca. Quel che importa, comunque, è che il Bologna finalmente può guardare con fiducia al futuro. Un futuro che ormai sembra sempre più a stelle e strisce.