Tutto Bologna Web Editoriale Non "sostare" (senza di te)

Non "sostare" (senza di te)

Redazione TuttoBolognaWeb


‘’Pioli a Roma, Pioli a Milano, Pioli a Udine, Pioli a Napoli’’. No, non si tratta di una rockstar intenta a partecipare al Festivalbar omaggiando le piazze italiane: è un estremo sunto di ciò che si è letto su tutti i giornali negli ultimi mesi, soprattutto negli immediati ‘’day after’’ delle imprese del nostro mister che, con le sue lezioni di calcio, ha sedotto vari presidenti di Serie A. La notizia, resa poi ufficiale lunedì, è arrivata a ridosso della Domenica delle Palme: si è sussurrato di un pranzo tra Pioli e Guaraldi (immagino chi dei due abbia mangiato di più...) che ha sancito un accordo tra i due per proseguire il cammino a braccetto anche nella prossima stagione. Premesso che l'allenatore parmense, prima del rinnovo, era comunque legato al club rossoblù per un altro anno, ma si sa che nel calcio i contratti sono importanti e determinanti come un pettine nella vita di Luciano Spalletti. Siamo di sicuro di fronte alle prime tracce di progettualità dell'era Guaraldi: pare si voglia puntare sul creare un ‘’continuum’’ con la stagione in corso, investendo quindi quel che si può (temo molto poco...) sul riscatto di chi oggi è nostro solo a metà o sul tramutare qualche prestito secco in qualcosa in più. Tutto ciò per evitare di gettare alle ortiche l'ennesimo girone d'andata, con Pioli costretto a giocare a ‘’Indovina chi?’’ per schierare la formazione della domenica in attesa di amalgamare un nuovo gruppo di ‘’sconosciuti’’. E questa è stata l'unica parentesi calciofila del weekend, dato che i piani alti del mondo del pallone hanno piazzato la giornata di sosta del campionato proprio nella Domenica delle Palme, forse in omaggio ai tifosi di tutta Italia (e noi un po' di più!) che hanno la palma di coloro che più sacrificano il loro giorno di riposo per vivere al cardio-palma le vicende della squadra del cuore. Quante volte lo abbiamo pensato del nostro Bologna? Quante volte avremmo preferito passare una sana e rilassante domenica di relax coltivando i nostri hobby preferiti? No, non intendo guardando la TV con Giletti e la D'Urso perché quello è un supplizio di epiche dimensioni. Eppure, nonostante la pressione arteriosa ne gioisca, quando il Bologna non gioca c'è sempre qualcosa che manca. Ho esordito parlando del nostro mister e, oltre alle news di fresca battitura, la cosa non è casuale: ricordate da dove partì la (speriamo ancora) lunga avventura di Pioli? Proprio dopo una di queste soste che, non me ne voglia Prandelli, ci sembrano tanto inutili: si cominciò a Novara, dove il Bologna si presentava con un misero punticino in classifica, portato a casa tra l'altro da quello ‘’Juventus Stadium’’ che mai prima di noi aveva visto squadre uscire con un qualche bottino tra le mani. E si iniziò bene, con la conquista delle prime 3 lunghezze delle 85 macinate con il parmense a capo della truppa, anche se da allora (facciamo gli scongiuri del caso in vista di Udine), le soste non hanno mai più portato bene ai rossoblù. In onore al suo cognome, Pioli ha saputo reggere la pressione che c'è per antonomasia nell'iperbolica giostra del calcio e, in particolare, nel ruolo dell'allenatore: quella dei momenti negativi in cui tutti vogliono la testa di chi di solito paga per i giocatori, l'altra, viceversa, di quando i rappresentanti delle ‘’big’’ ti lusingano e si stropicciano gli occhi davanti a un professionista mai sopra le righe, Conte permettendo. E, sono sicura, comunque vadano le prossime partite, non sentiremo mai dalla sua bocca frasi sibilline del calibro di ‘’adesso possiamo anche perderle tutte’’. A proposito! Per rievocare dolci ricordi passati e strofinarmi le mani pensando al futuro, dimenticavo che è ancora in corso il campionato, eccome se lo è. Vorrei concludere dicendo che, dopo quest'ennesima sosta del massimo torneo, ho realizzato ancor di più un pensiero che mi balena in testa da anni. Quanti? Circa un quarto di secolo, diciamo così. Cara Serie A, non sostare, perché io senza il mio Bologna non so stare.