È passata quasi una settimana dal 12 Giugno, ma non è cambiato nulla. Si susseguono nomi su nomi di possibili aiuti esterni, anche da parte di banche, ma poi puntualmente arrivano le smentite: l'ultima quella dell'Ifis, la banca, che all'inizio sembrava dovesse anticipare parte dei soldi del paracadute, ha smentito categoricamente tale possibilità ("Non c'è alcuna pratica in corso con il Bologna"). L'ipotesi Mian, a quanto sembra, rimane in piedi, ma resta lo stesso difficilmente percorribile. Le scadenze incombono e l'unica certezza è l'incertezza: il 16 Giugno non è stato pagato nuovamente l'Irpef, ma per fortuna questa inadempienza non si trasformerà in un'altra penalizzazione a livello di punti, ma solo in una multa di qualche migliaia di euro. Ormai sta diventando l' "estate delle scadenze": ora entro il 25 bisogna trovare 3 milioni per pagare stipendi e Irpef di Aprile, condizione necessaria e sufficiente per poi passare alla seconda scadenza quella del 30 Giugno, data entro la quale bisogna trovare la fideiussione da 800 mila euro per iscriversi al campionato (senza versare la prima, la fideiussione non basterebbe per iscriversi alla Serie B). I tifosi rossoblu attendono con ansia di sapere quale sarà il destino del Bfc, per il momento vivono questi giorni di Giugno tra ipotesi e smentite, in una confusione quasi surreale. Manca chiarezza in tutto quello che sta facendo il presidente Guaraldi, ma questo, visti i precedenti non è di certo una novità. L'immagine perfetta della situazione del Bologna sta tutta nella fuga di Guaraldi da Casteldebole il 12 Giugno: il presidente è uscito dai cancelli del centro tecnico con una manovra degna del gioco "Need for Speed", e mi ha riportato alla mente il contromano di Porcedda nel 2010. Il paragone fornisce anche l'occasione per una riflessione: anche allora, come oggi, la situazione non era delle migliori.
Non meritiamo tutto questo
Ora sorge spontanea una domanda: possibile che nel giro di 4 anni la situazione non sia cambiata, anzi sia quasi peggiorata da allora? Anche nel 2010, l'allora presidente Porcedda e Marras, allora Ad, dovettero fare i conti con l'Irpef, e non avendo pagato le mensilità di maggio e giugno vennero deferiti alla Commissione Disciplinare Nazionale e, inibiti per 6 mesi. Anche allora, come oggi, il Bologna dovette scontare un punto di penalizzazione in classifica, e Porcedda fu inibito per altri sei mesi per non aver pagato "gli emolumenti dovuti ai propri tesserati per le mensilità di luglio, agosto, settembre 2010, entro il termine 15 novembre 2010". Il Bologna poi dovette scontare altri due punti di penalizzazione, e allora fu provvidenziale l'intervento della cordata di imprenditori bolognesi, organizzata da Consorte e guidata da Massimo Zanetti, che divenne presidente, anche se per pochissimo tempo. Ora dopo questo breve excursus che mi serviva per ricollegarmi alla domanda iniziale: come può una società di Serie A andare per ben due volte vicino al fallimento nel giro di 4 anni? Come possono mancare l'organizzazione e una chiara pianificazione societaria, tanto da ritrovarci ancora una volta in una situazione di incertezza. Cambiano i presidenti, ma alla fine ci rimettono sempre i tifosi, che ancora una volta sono attesi da un'estate di certo non tranquilla, ancora una volta devono assistere a un film già visto, sperando che l'epilogo sia ancora quello, e una cordata possa salvare anche questa volta il Bologna.
Mi piacerebbe nel prossimo editoriale, parlarvi solo ed esclusivamente di calciomercato, perché vorrebbe dire che le vicende societarie si sono risolte nel migliore dei modi, per il momento mi è impossibile farlo visto che ancora non sappiamo la categoria nella quale giocherà il Bologna l'anno prossimo: le scadenze incombono e i soldi ancora non ci sono. Ah, a proposito di calciomercato, il Mondiale potrebbe darci una mano: Konè ha giocato bene nella prima partita, in caso di un'altra buona prestazione, il prezzo potrebbe lievitare leggermente e portare più soldi nelle casse del Bologna. Anche la cessione dell'altro greco (Lazaros) potrebbe dare una mano, le pretendenti al giocatore di certo non mancano. A livello di entrate saranno fondamentali anche le comproprietà: Fusco ci sta lavorando, e si sta tentando di tutto per reperire fondi necessari a saldare le scadenze del 25 e del 30 Giugno. Ancora una volta noi aspettiamo, ancora una volta vediamo lo spettro del fallimento, ancora una volta nel giro di 4 anni: non meritiamo tutto questo.
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