Cosa volesse significare quella “L” che Diamanti si è stampato in fronte dopo la realizzazione del rigore, lo sa solamente lui. Si è detto che fosse un segno polemico, si è detto che volesse dire “Loser”, qualcuno ha affermato che fosse una dedica alla moglie o un omaggio ad un bambino. La realtà può stare in una di queste ipotesi, o forse in qualcos'altro. Personalmente trovo che le esultanze siano qualcosa di bello e goliardico, ma in certi momenti (come domenica dopo il rigore del capitano) diventano addirittura più importanti dell'importanza del goal. La rete al novantesimo è significata tantissimo per questo Bologna, per tre motivi: in primis il fatto che la squadra ha dimostrato ancora una volta di lottare e stare concentrata fino alla fine, ed ha trovato il secondo goal consecutivo allo scadere, dopo quello di Bianchi domenica scorsa contro il Napoli; in secondo luogo ha fatto sì che si continuasse a muovere la classifica e che si rimanesse imbattuti dopo l'arrivo di Ballardini. Certo, se in queste tre partite si fossero ottenute una vittoria e due sconfitte, numericamente il risultato sarebbe stato lo stesso: ma il morale (e l'opinione della gente) sarebbe stato ben diverso. E come terzo aspetto la considerazione che adesso il Bologna è fuori dalla zona retrocessione. Un punto non vuole dire niente, ma intanto oggi ci sono tre squadre dietro. E per di più non si è permesso alla Samp di scappare e di allungare sulla terzultima, altro aspetto abbastanza importante. La classifica oggi è decisamente corta e anche i blucerchiati (a 22 punti) sono invischiati nel bel mezzo della lotta per non retrocedere. Dormono sonni decisamente più tranquilli rispetto ad altri, ma non possono neanche essere troppo sereni. Il Bologna come sta? In questo momento verrebbe da dire “benino”. Ballardini ha portato un'ondata di tranquillità e serenità, più che di entusiasmo. E Natali ieri nel dopo partita è stato chiaro. Probabilmente era davvero quello che ci voleva. Il Bologna gioca male (anzi, domenica non ha praticamente giocato, eccetto il finale di gara), ma non è quello che interessa. Sagge e giuste, in questo senso, le parole di Regno la scorsa settimana. Non interessa il bel gioco, interessano i punti. E per adesso, anche se a rilento, si sta andando in questa direzione. C'è chi sta peggio, su tutti il Sassuolo. Personalmente credevo che l'importante mercato di riparazione messo in atto dalla dirigenza neroverde, potesse permettere alla squadra di svoltare. Ma la prestazione di domenica contro il Livorno (altra squadra che ha cambiato allenatore, e Di Carlo è uno che conosce abbastanza bene le situazioni difficili) ha messo in mostra ancora una volta tutte le difficoltà degli uomini di Di Francesco. Il Bologna, invece non ha cambiato niente. Si è arrivati ad un passo dal perdere il capitano e spedirlo in Cina. Poi Guaraldi (spinto anche dal fatto che non si sapeva quando sarebbero arrivati i milioni tanto promessi) si è imposto e ha declinato l'offerta. Il giocatore sarebbe partito, ma non mi sento di condannarlo di fronte alla possibilità di quintuplicare lo stipendio. Rimango incredulo che un uomo (prima ancora che un professionista) possa fare una scelta del genere, che significherebbe ridurre le chances di giocarsi un posto in Nazionale e andare ad affrontare un campionato che non darebbe mai gli stimoli e le emozioni di un campionato di livello europeo. Non mi viene nemmeno da definirlo un mercenario, come molta gente ha pensato: pochi giocano a calcio per amore dei colori che indossano. E Diamanti non ha (ancora) fatto la storia del Bologna, né ha mai giurato amore eterno alla maglia. Sono però ben contento che sia stata rifiutata l'offerta dei cinesi, ma attenzione: non è stato blindato il giocatore.. E quindi aspettiamo a stare tranquilli: il mercato chiude alle ore 23.00 del 31 gennaio...
No alla Cina, ma Diamanti non è blindato
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