In uno scenario da "il peggior Bologna della nostra vita" che è un po' figlio dell'emozione del momento visto che tre-quattro periodi ancor più sciagurati li abbiamo probabilmente incrociati, mi viene in mente il film con Totò. Per la miseria tangibile di questa proprietà: miseria non solo di denari ma soprattutto di idee, decenza, saggezza e buonsenso. Per la miseria tecnica dei nostri "personaggi occasionali che s’infilano una bandiera che è storia" (insomma quelli che chiamiamo i giocatori) ma non solo tecnica: anche di voglia, tenacia, coraggio e dignità. Per la miseria che ci sentiamo dentro anche noi tifosi, colpevoli del solo "peccato originale" quello di tifare per questa squadra ascoltando più il cuore che il cervello. E' una miseria simbolica, di sentimenti, di mancate rivalse psicologiche sulle quotidianità già difficili. Anzi, queste sensazioni che ci lasciano da molti mesi i week end calcistici sono una mazzata per il buonumore, l'armonia familiare, il sollievo e il relax personale.
E la nobiltà dove starebbe? La nobiltà, nella sua miglior accezione (quella che profuma di blasone, trofei, orgoglio e dignità) è appunto vittima di questi squallidi e scellerati parvenu.
E' confinata nella memoria dei tifosi che cercano attraverso un coro, uno slogan, un insulto e uno sbuffo di ricordare a quello là in poltrona e a questi qui in campo che la storia non ha il diritto di essere calpestata. Si può perdere, si possono sbagliare molte valutazioni, si può anche retrocedere o fallire ma NESSUNO ha il diritto (né ‘in nome dei soldi spesi dalla proprietà -pochi- né di quelli incassati dagli pseudo giocatori -troppi-).
Totò mi fa venire in mente anche Uomini e Caporali, altro capolavoro, in cui si sublima la differenza tra arroganza dei piccoli/grandi poteri e l'onore che va aldilà di status, denaro o posizione gerarchica e sociale. Manca l'onore! Il rispetto dell'onore e dell’onorabilità.
La miseria, la pochezza tecnica, la confusione tattica, la sciagurata gestione, la demotivazione da risultati e prestazione sono ingredienti indispensabili per una "buona retrocessione" peraltro difficile da conquistare in un campionato così scadente. Ma da soli non sono sufficienti: occorre il collante finale, che purtroppo si comincia a vedere sempre più definito: mancano morale, coraggio e rispetto per l'onore.
Miseria & nobiltà
Fossi per poche ore al posto di Ballardini (rischiando difficilmente di fare peggio) le investirei non certo per proporre improbabili alchimie tattiche. Prenderei a gettone uno come Comaschi o Civolani per raccontare qualche fetta della nostra storia. A partire proprio da quella sfida con l'Inter, dal sapore leggendario, contro i nerazzurri in campo ma anche contro l'arroganza di un sistema manovrato dai potenti. Una favola semplice, ormai di altri tempi, in cui la differenza tra Uomini e Caporali è visibile a occhio nudo. Visibile sul volto di quei protagonisti, solo in parte campioni, proporzionalmente scarsamente remunerati, peraltro visti con gli occhi di oggi tecnicamente obsoleti, non privi dei vizi e i difetti di ogni essere vivente, ma eroi, essenzialmente, per essere stati dei veri UOMINI.
Voi non siete affatto campioni, siete eccessivamente pagati, gestiti da cialtroni e allenati con confusione... siete Uomini o Caporali?
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