Un quarto di campionato e siamo primi in classifica. Niente male no? Se pensiamo a dove eravamo ad agosto e a dove siamo oggi sembra di vivere in un sogno.
Marketing e non cinema
Un direttore sportivo arrivato dalla Provvidenza (Fusco) è riuscito a racimolare i soldi per iscriversi al campionato e a costruire una squadra con niente in mano, fino a portarci alla vetta della classifica in poco tempo. Un allenatore semi-esordiente (Lopez), contro ogni pronostico, è riuscito a dare vita ad una squadra vera e propria ed a raggiungere risultati concreti in poco tempo. Chi l'avrebbe mai detto?
In molti ora temono che l'ingresso nel club di nuovi dirigenti possa causare una rottura negli equilibri con conseguenze sui risultati. Personalmente non avverto affatto questo problema e credo che la sicurezza e la determinazione mostrate dalla compagine d'oltre oceano, siano un fattore costruttivo e non destabilizzante. Non credo affatto che, se i risultati rimarranno positivi, vi possa essere qualsiasi tipo di allontanamento né per Fusco, né tantomeno per Lopez. Probabilmente da gennaio vi sarà qualche volto nuovo, ma credo che l'intento di questi nuovi dirigenti sia costruire e non distruggere, migliorare e non stravolgere.
Parliamoci chiaro, se Saputo (o altri soci) sono in contatto con Corvino, potrebbe essere che si stia pensando a lui solamente in ottica futura e non è detto che nel futuro non vi sia spazio anche per Fusco. Vi potrebbe essere bisogno di tutti e due, per far nascere un grande club, per dare il via a quel progetto che le precedenti gestioni hanno solamente prospettato, per costruire un settore giovanile d'alto livello e selezionare una rete di osservatori degna di una società che voglia fare del calcio un vero business. Si tratterebbe di un progetto all'avanguardia, soprattutto per l'Italia.
Quello che molti hanno definito “cinema” (e cioè tutte le iniziative che il presidente Tacopina ha messo in scena nei giorni scorsi) in realtà hanno una definizione più corretta: marketing. Si tratta di operazioni mirate, non casuali che hanno lo scopo di valorizzare e a far crescere il club.
Questa compagine sociale sembra avere le idee chiare. In due settimane Tacopina ha incontrato più persone di quanto abbiano fatto Cazzola, Menarini, Porcedda e Guaraldi in 10 anni. Questo non è affatto cinema, ma marketing applicato al calcio inteso come business. Lasciamo lavorare chi ha un talento per questo genere di cose. Lasciamo lavorare chi da questo punto di vista sembra avere una marcia in più.
Ad esempio: se in questi giorni si sta facendo di tutto per portare allo stadio quei tifosi che hanno preferito non abbonarsi, lo si fa per vari motivi (anche economici), ma principalmente per far crescere il club. I tifosi veri, quelli che si abbonano a prescindere, non devono offendersi per questo anzi devono essere contenti, perché sono loro la vera anima del Bologna e se un giorno vi saranno più tifosi di oggi, non vedo cosa possa esservi di negativo.
Attualmente lo stadio è popolato più o meno da 10-15 mila persone e a parte le “occasioni speciali” come è stato per Bologna-Varese, questo dato è destinato a rimanere sempre uguale o addirittura a calare, se non si comincia ad invogliare la gente, con tele-marketing, volantinaggio e pubblicità in genere. Qui nessuno sta paragonando i fedelissimi con gli occasionali, i malati di rossoblu con i potenziali tifosi. E' ovvio che sui veri tifosi non vi sia bisogno di fare campagne marketing.
Dobbiamo cercare di cambiare mentalità rispetto al passato, quando il calcio si faceva con i sentimenti ed il buon cuore dei presidenti. Per chi vuole fare business il marchio Bfc è principalmente un prodotto da valorizzare e da vendere ed è giusto che sia così, perché i tempi di Dall'Ara non torneranno più. Ora non ci sono alternative al business: o si fa in questo modo o è meglio lasciar perdere.
Il passaparola, le telefonate di Zuculini, i social network e gli slogan, tutto fa brodo per migliorare e portare il Bologna a diminuire il gap di pubblico pagante che forse ancora lo vede soccombere rispetto ai grandi club italiani. Hanno ragione quei tifosi che si lamentano della grande presenza a Modena rispetto a trasferte più scomode come Crotone, ma gli stessi potranno sempre dire “io c'ero” ed avranno l'ammirazione dei tanti che non sono andati.
Il tifo è come un virus che ha bisogno di tempo per infettare le persone. Se si vuole incrementare il numero di tifosi ammalati di rossoblu bisogna contribuire a spargere il virus, lavorando tutti insieme per creare entusiasmo ed infettare più persone possibili. Purtroppo non ci sono tante alternative in un ambiente esterno che fa di tutto per convincerti a rimanere seduto in poltrona.
Chiudiamo con una dedica ad un eroe del Bologna, perché di personaggi come lui se ne sono visti pochi. Il vichingo, il gigante buono o semplicemente Klas. In pochi anni ha fatto breccia in migliaia di cuori rossoblu, diventando uno dei più amati tra i giocatori della storia di questo club. Ora che ci ha lasciato, il ricordo vola a quei tempi, alla sua forza ed alla sua fedeltà e ci rendiamo conto di quanto fosse grande.
Oggi i ragazzi di Lopez scenderanno in campo a Livorno dove in palio vi saranno 3 punti importantissimi. Sarebbe bello che la squadra scendesse in campo senza pensare ai punti, ma concentrandosi solamente su Klas, sul suo modo di lottare ed sul suo essere leader. E' stato un esempio e come tale lo ricorderemo per sempre. State certi che da lassù continuerà a seguire il suo Bologna ed i suoi tifosi.
Forza ragazzi: solo per Klas!
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