Tutto Bologna Web Editoriale Ma quali puntelli e puntelli! Un solo imperativo per il mercato rossoblù: vendere (o meglio, regalare)

Ma quali puntelli e puntelli! Un solo imperativo per il mercato rossoblù: vendere (o meglio, regalare)

Marco Francia

Stojanovic; Garics, Maietta, Oikonomou, Morleo; Zuculini, Matuzalem, Djokovic; Giannone, Cacia, Laribi. A due giorni dal termine del ritiro di Sestola, è questo (a grandi linee) l’undici titolare allestito da Filippo Fusco per il Bologna che dovrà affrontare il prossimo campionato di Serie B.

Con quali aspettative? Non è facile dirlo, affatto, un po’ perché alla fine del mercato manca ancora poco meno di un mese e alcune cose possono ancora cambiare, un po’ perché il reale valore delle avversarie del Bologna non è agevole da quantificare. L’amichevole di sabato contro il Formigine ha fatto storcere il naso a molti, ma pretendere che Lopez sia già riuscito a dare un’impronta precisa ad una squadra che sarà quasi completamente nuova, per di più senza avere a disposizione Daniele Cacia, vale a dire quello che dovrà essere il terminale offensivo principale dei rossoblù, mi sembra eccessivo.

Si continua a parlare della necessità di puntellare la rosa, di trovare un altro centrale da affiancare (quando rientrerà dall’infortunio) a Maietta, di ingaggiare un altro avanti oltre a Cacia, da solo insufficiente a rendere abbastanza pericoloso l’attacco del Bologna. Tutte osservazioni giuste da un punto di vista tecnico, a patto che si ignori la situazione societaria in cui versa il Bologna: iscriversi alla Serie B è stato già un mezzo miracolo, ma ora l’urgenza primaria è quella di sfoltire la rosa. Una rosa mastodontica, che ad oggi conta la bellezza di 36 giocatori, alcuni dei quali – troppi – legati al Bologna da contratti faraonici per una squadra che nella prossima stagione militerà nella serie cadetta.

Fino a che Fusco non riuscirà a liberarsi degli ingaggi di Abero e Crespo, di Pazienza e Perez, di Pulzetti e Pisanu, di Frieberg e Riverola, di Bianchi e Rodriguez, di Acquafresca e Paponi, parlare di puntellamenti, di rinforzi, di nuovi ingaggi sarà pura utopia. Perché, è bene ricordarlo sempre, nei mesi prossimi la società dovrà trovare le risorse per rispettare gli impegni economici a cui è chiamata a rispondere, non solo con la cessione dell’unico giocatore – Kone – che sembra avere un minimo di mercato, ma anche liberandosi di quei calciatori che in questa società non hanno futuro.

Non sarà facile, così come sarà tutt’altro che semplice piazzare anche solo la metà degli esuberi sopra elencati, specie in un mercato in cui la quasi totalità delle squadre – non solo le più piccole, ma anche le più blasonate (vedi Inter) – hanno bisogno prima di tutto di snellire le proprie rose, di vendere. Nelle prossime ore potrebbero fare le valige Pisanu, Paponi e Bianchi, ma guai a “cantar vittoria”: anche Pulzetti sembra ad un passo dall’addio da ormai un mese… Insomma, se Kone non verrà ceduto a peso d’oro e se il monte ingaggi non verrà drasticamente ridotto, prepariamoci al peggio.

La situazione non è affatto facile, anzi, ma nonostante tutto il nuovo direttore sportivo è riuscito nel non facile compito di consegnare a Diego Lopez una squadra più o meno completa già adesso, ad un mese dal via del campionato. Il lavoro di Fusco mi sembra ampiamente sufficiente, ma guai a porre obiettivi troppo elevati per questa squadra, completamente nuova e tutta da scoprire. Per ambire alla promozione probabilmente servirebbero quei rinforzi di cui in molti parlano, è vero; ma più di questi, a parer mio, sarebbe fondamentale cambiare il vertice societario, e alla svelta. In molti, ahimè, sembrano essersene dimenticati troppo in fretta.