Tutto Bologna Web Editoriale Lopez ha scelto di non scegliere, ma c'è ancora tempo per cambiare

Lopez ha scelto di non scegliere, ma c'è ancora tempo per cambiare

Matteo Ragazzi

“Ciao a tutti, mi chiamo Diego”.

“Ciao Diego, raccontaci i tuoi problemi”.

“Non ho nessun problema, sono venuto qua solo perchè mi ci hanno mandato”.

“Si va bene, ma sarà successo qualcosa”.

“In realtà non ho fatto niente, ve lo assicuro. Ho solo definito il pareggio con il Modena un punto guadagnato”.

L'imbarazzo si taglia con un grissino, addirittura sembra che qualcuno in sala sia svenuto.

Vi assicuro che avere uno spazio per esprimere al meglio i propri deliri mentali è abbastanza figo.

Detto questo possiamo tornare a fare le persone serie, riavvolgiamo il nastro: 19 gennaio, ventiduesima giornata di campionato. Il Dall'Ara, ancora, non era stregato. 15 marzo, trentunesima giornata di campionato, e il Bologna, dal 19 gennaio, non ha più fornito una prestazione da Bologna.

Due mesi non sono pochi, tanti ne sono passati dalla vittoria interna contro il Perugia, chiaramente l'ultima prestazione maiuscola dei rossoblù. Chiaramente per tutti noi, forse non per Lopez. Solitamente, ammettere il problema dovrebbe essere parte della soluzione, o perlomeno rappresenterebbe un discreto passo in avanti per trovarla.

Il tecnico uruguaiano, invece, ha espresso più volte soddisfazione, anche al termine di partite che di soddisfacente avevan ben poco. Una mezza via tra i post-partita deliranti di Pippo Inzaghi e Walter Mazzarri. Tanta roba, anche se avrei di gran lunga preferito uno sfogo alla Malesani. Sia chiaro, Lopez non è “mollo”, ha solamente scelto di non scegliere.

Decisione strana per un allenatore, ma non insolita.

Intoccabile il modulo, così come gran parte degli interpreti. Ho sempre pensato che il modulo conti il giusto, l'atteggiamento e la voglia di vincere devono essere imprescendibili. Una delle prerogative principali di Lopez era, e tutt'ora è, raggiungere il risultato tramite il bel gioco. Tutta la mia stima, tutto il mio appoggio. Teoria, tra l'altro, divenuta pratica durante gran parte del girone d'andata, periodo in cui l'allenatore riscontrava il supporto di diversi tifosi nonostante i troppi punti regalati in modo ingenuo nei finali di partita.

Ecco, probabilmente l'ex Cagliari si è accorto di poter conquistare la promozione in Serie A cambiando il meno possibile, con il minimo rischio, con il minimo sforzo. A Bologna siamo amanti del rischio, della sofferenza. Se è facile non piace, meglio sudarsi la massima serie fino all'ultima giornata di campionato. Un limbo scomodissimo: il Carpi non è poi così lontano da tentare l'aggancio, le inseguitrici - a loro volta – non sono così distanti dai rossoblù per non azzardare un antipatico sgambetto. Bastano già i nostri complessi e le pressioni a cui i giocatori sono sottoposti per rendere il cammino più complicato di quanto già non sia.

Ecco perchè, un cambio di modulo e l'inserimento in pianta stabile di Sansone nell'undici titolare potrebbero portare nuovi stimoli alla squadra, inoltre gli avversari affronterebbero una formazione diversa, più imprevedibile e difficile da arginare. Da questo punto di vista, a dir la verità, i rossoblù sono già abbastanza imprevedibili. L'altalenante costanza di rendimento di Laribi pone la squadra in una situazione complessa. Il numero 21 incarna al meglio le qualità del trequartista moderno: corsa, equilibrio tattico e capacità di inserimento. Un trequartista alla Boateng, tanto per intenderci. Un'arma tattica perfetta, che presenta però una controindicazione: minore qualità negli ultimi 30 metri. Per aumentare la qualità complessiva, Laribi potrebbe tornare ad occupare la sua posizione naturale, ossia quella di mezzala sinistra. Idee, pensieri, siamo nel campo delle ipotesi, ovviamente.

Per fortuna, c'è ancora tempo per cambiare, e già da Trapani il Bologna potrebbe non presentare l'ormai classico 4-3-1-2. I rossoblù affronteranno undici finali, e l'unica scelta possibile è quella di vincere. I vari Khedira, Defrel e Borini passeranno, paradossalmente, da Trapani, Frosinone e le altre avversarie che la serie cadetta ci offrirà fino a maggio.

Lopez può scegliere, cambiare non significa essere “molli”.