Per anni noi donne amanti del calcio ci siamo chieste perché gli uomini ci abbiano voluto tenere fuori da questo mondo. Discriminazione sessuale? Maschilismo di fondo? Paura di non reggere il confronto con gli aitanti atleti? Niente di tutto ciò, signore mie. La verità è che per vivere questo sport, in particolare in periodi del genere, ci vogliono due organi che la natura non ci ha fornito. Ma noi, intrepide e sciocche che non siamo altro, abbiamo voluto la parità dei sessi e quindi, in mancanza dei suddetti ‘’attributi’’, ci avveleniamo il fegato e, per la gioia delle estetiste, soffriamo ormai di onicofagia compulsiva con picchi domenicali. E' proprio il caso di dire che abbiamo voluto la bicicletta e adesso tocca pedalare. E il Bologna quando comincerà a farlo? I rossoblù hanno fallito l'ennesima ‘’prima giornata di campionato’’ e adesso definire la situazione critica è un eufemismo: l'imbarcata casalinga subìta contro il Verona è solo l'ultimo tassello di un naufragio annunciato e da cui, mi dispiace dirlo, non si salva più nessuno. Abbiamo passato mesi a dividere la lavagna in due con i ‘’buoni’’ da un lato e i ‘’cattivi’’ dall'altro, ma la verità è che in quanto sta accadendo c'è un concorso di colpe generali che non si vedeva dai tempi del processo di Norimberga. La società ha smembrato la squadra che però a sua volta, sulla carta, non dovrebbe essere la fetenzia che è al momento e Pioli sembra aver perso la testa e, forse, l'autorità necessaria in uno spogliatoio non più unito. La parabola discendente di questo Bologna, purtroppo, ricorda un po' il Palermo dell'anno scorso: compagine sulla carta con buone individualità ma di sicuro non-squadra e lo stesso Pioli ci ha insegnato quanto conti essere compatti pur nella pochezza tecnica che le formazioni medio-piccole presentano. I giocatori del Bologna sono tristi in entrambe le accezioni che questa parola ha: quella dialettale che mi insegnate voi ma anche nella classica valenza di demotivazione di fondo, le cui ragioni restano ignote dati i profumati stipendi che gli stessi intascano ogni mese. Se della società si è già parlato, adesso sul banco degli imputati c'è Pioli, reo di tenere in panchina i pochi decenti (perché l'accantonamento di Cech?), di aver disinnescato una delle rare palline pazze del Bologna (Kone fuori ruolo), di aver voluto giocatori che al momento appaiono imbarazzanti (Curci, Moscardelli, Mantovani) e di guardare poco ai giovani (Yaisien bruciato come Riverola?). A tal proposito lancio una provocazione: siamo proprio sicuri che se Mudingayi non fosse partito, il tanto compianto Taider avrebbe trovato spazio? Caro Stefano, lo sai quanto ti voglio bene, ma in questa squadra di cadaveri ambulanti uno come Laxalt dovrebbe giocare sempre. E, possibilmente, diamo qualche chance in più ad Acquafresca perché ho l'impressione che il buon Robert non meriti di fare le piaghe da decubito in panchina: potrà mai fare peggio di Bianchi, che sta facendo rimpiangere Gilardino, che a sua volta non sta brillando nel Genoa? Che questo circolo di nomi vi faccia capire anche la bassa autostima che attanaglia certi personaggi... Mi fermo qua perché si potrebbe parlare davvero per ore di questo Bologna in stato comatoso tra portieri che non parano, difensori scandinavi che dovrebbero essere arcigni e invece stanno diventando delle barzellette viventi, centrocampisti che non creano gioco (e non è una novità) ma non fanno nemmeno più legna, attaccanti dalle facce impaurite come Bambi quando gli uccidono la mamma, un allenatore che voleva 11 leoni e per ora stiamo assistendo alla lenta agonia di Mufasa e... un capitano che a volte dà l'impressione di farci un sacrificio a giocare nel Bologna, lui che fino all'ultimo giorno di mercato ammiccava alle ‘’solite’’ squadre. E' ancora presto per darsi per vinti e per guardare la classifica (io, come ogni anno, lo farò da fine novembre in poi) ma di sicuro non sarà un campionato anonimo per il Bologna, anzi. Basti pensare a quanti record stiamo aggiornando, alla faccia di noi tifosi giovani che ci lamentiamo sempre di non aver partecipato alle pagine della storia rossoblù: abbiamo la peggior difesa, non vinciamo in casa dalle idi di marzo e in generale da maggio, alla settima di campionato siamo ancora a secco di successi, abbiamo concesso al Torino e al Verona di batterci al ‘’Dall'Ara’’ e le ultime volte che ciò era successo John Lennon era ancora vivo e la sottoscritta non era nemmeno un lontano progetto dei suoi genitori e gli stessi scaligeri non trionfavano fuori casa nella massima serie dal 2001, anno in cui io ancora leggevo il ‘’Cioè’’ e masticavo Big Babol. E questo fantastico show dei record potrebbe non essere finito qua: c'è ancora un Sassuolo in cerca della sua prima storica vittoria in Serie A. E indovinate un po' chi dovrà affrontare dopo la sosta del campionato?
Lo show dei record
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