Tutto Bologna Web Editoriale Les jeux sont faits

Les jeux sont faits

Redazione TuttoBolognaWeb

La sconfitta di sabato, benché immeritata, complica e non poco i piani del Bologna perché, nonostante i risultati dagli altri campi lascino pressoché invariata la classifica, nelle prossime settimane il calendario sarà ostico e fare punti arduo. Sarebbe stato molto meglio approfittare dell'occasione e mettere fieno in cascina, perché il rischio è quello di scivolare verso il baratro della classifica. Per l'ennesima volta in questo campionato non siamo riusciti a fare quel passettino in avanti, verso quella zona meno calda, dove si respira aria da salvezza tranquilla. Se non altro ora siamo più consapevoli che ci sarà da lottare fino alla fine. La partita contro l'Udinese è nata male e finita peggio: un arbitraggio di basso livello ha finito per penalizzare il Bologna e condizionare il risultato, ma evidentemente qualcosa non ha funzionato nel sistema di gioco. Il centrocampo ha mostrato tutti i suoi limiti, nonostante la compattezza e lo spirito di sacrificio. Perez davanti alla difesa garantisce copertura, ma non può certo dare ordine. Kone non è una mezzala e anche se si applica, corre e lotta in modo encomiabile, non ha le caratteristiche per giocare in questo ruolo, dove sicuramente è sprecato. Pazienza mi è apparso il vero punto debole della squadra. Il suo infortunio obbligherà Ballardini a fare scelte diverse, speriamo siano diversi anche i risultati.

Allo stato attuale delle cose credo che il problema più grande del Bologna sia trovare un assetto che permetta di segnare di più. Forse quello che manca a questa squadra è un'alternativa a Diamanti, che possa dare un po' di qualità alla manovra. Come abbiamo visto il 3-5-1-1 garantisce solidità ed la squadra subisce meno, questo penso sia sotto gli occhi di tutti. D'altro canto con questo modulo, come abbiamo più volte sottolineato, si tende ad escludere Kone (o Ibson, se ha doti da trequartista) dalla fase offensiva, perdendo di fatto l'unica alternativa ad Alino. La soluzione più facile sarebbe riportare Kone sulla trequarti (passando nuovamente al 3-4-2-1). Attenzione perché la stessa situazione si era creata con Pioli, dopo il pareggio interno con il Chievo e la sconfitta a Bergamo: non possiamo togliere un uomo dal centrocampo, sarebbe l'ennesimo suicidio. Sempre che con i nuovi innesti non si riesca a rivoluzionare l'assetto tattico del centrocampo, credo che attualmente l'unica alternativa percorribile sia il 4-3-2-1. Probabilmente il ritorno alla difesa a 4 farebbe storcere il naso a molti, ma questo modulo perlomeno garantirebbe densità a centrocampo. Inoltre per presidiare le fasce si potrebbero abbassare i terzini usando ad esempio Sorensen e Mantovani, rinunciando di fatto a Garics e Morleo, che nel ruolo di esterni di centrocampo stanno deludendo. La rosa è ampia, le alternative ci sono e qualcosa bisogna inventarsi: è compito di Ballardini riuscirci. Speriamo sia colto da un'illuminazione e abbia l'idea giusta.

Questo è il momento di tirare fuori tutti gli attributi disponibili e non mollare fino alla fine, soprattutto perché la quota salvezza sembra attestarsi su livelli inferiori rispetto allo standard dei 40 punti. In questo strano campionato, pur giocando quasi sempre male, perdendo 10 volte, facendo solo 20 goal in 22 partite e subendone ben 38, siamo ancora lì a lottare con altre squadre, che evidentemente non sono messe così meglio di noi. Quindi nulla è perduto e sarà fondamentale crederci fino in fondo, consapevoli che da adesso in poi un punto a partita potrebbe bastare. Tutte le nostre speranze sono rivolte ai due nuovi acquisti Ibson e Friberg. Attendiamo di vederli in campo, con l'auspicio che possano rivelarsi due buoni innesti. Dello svedese si dice sia un incontrista (lui si definisce un lavoratore, speriamo possa far tirare il fiato a Perez), mentre il brasiliano dovrebbe essere colui che porta il gioco (non si sa bene se nel ruolo di regista, mezzala o trequartista). Speriamo solo che questo ragazzo riesca da subito ad inserirsi nel gruppo. Non dimentichiamoci che viene dal Brasile, dove attualmente ci sono 30° e arriva qui, nessuno lo va a prendere all'aereoporto, piove, fa freddo, insomma la saudade può colpire da un momento all'altro. Quindi incrociamo le dita, aiutiamolo ad inserirsi il prima possibile, poi buttiamolo nella mischia. Se siamo fortunati sarà il nuovo Aristoteles, altrimenti siamo nei guai.

Certo che riporre tutte le nostre speranze su questo Ibson, che nessuno conosce e nessuno ha mai visto, fidandosi solo della dritta di un procuratore, ha odore di gioco d'azzardo. Questo a dimostrazione che la strategia di Guaraldi non è cambiata. Il rischio sulla propria pelle, ma anche su quella degli altri, è un gioco che lo appassiona; un po' come in una gigantesca roulette dove la pallina è il destino del Bologna e dei suoi tifosi. Ma ormai è tardi per guardarsi indietro, la pallina è partita: Rien ne va plus, les jeux sont faits.