Tutto Bologna Web Editoriale L’ennesimo bluff di un inguaribile ottimista

L’ennesimo bluff di un inguaribile ottimista

Marco Francia

Niente da fare. La mia “Ode al silenzio” di settimana scorsa si è rivelata un clamoroso buco nell’acqua. La speranza che quell’insolito mutismo presidenziale fosse il preludio al tanto sospirato passaggio di mano è stata atrocemente disillusa. Se Guaraldi in queste ultime settimane non si era né visto né sentito non era per via di una presa di coscienza – comunque fuori tempo massimo – sull’inopportunità della stragrande maggioranza delle proprie (dichiar)azioni, ma più semplicemente perché il miglior Presidente della storia del nostro club, in una delle estati più calde (non dal punto di vista meteorologico) della storia del BFC, si stava godendo le proprie vacanze in terra di Sardegna. Beato lui.

Nessuna dichiarazione presidenziale è giunta a noi comuni mortali dall’isola del Mediterraneo, ma è un po’ come se Guaraldi avesse parlato, smentendo indirettamente per l’ennesima volta quanto detto non più di un paio di mesi fa. Analizzando quanto detto da Piero Montaquila, portavoce della nuova cordata intenzionata a provvedere all’aumento di capitale necessario alla sopravvivenza del Bologna, e la replica di Guaraldi, affidata alla penna dell’avvocato Mattia Grassani, si evince con sorprendente semplicità come il paventato aumento di capitale “aperto a tutti” così aperto proprio non fosse.

Tutt’altro: chiunque ambisca a divenire il nuovo azionista di maggioranza del Bologna F.C. 1909 potrà farlo solo ed esclusivamente acquisendo le quote dell’attuale Presidente, che non ha alcuna intenzione di passare la mano senza essere liquidato in maniera soddisfacente. Quei poveri illusi (mi ci metto in mezzo anch’io, senza problemi) che avevano creduto che almeno in questa occasione le intenzioni di Guaraldi fossero davvero genuine è rimasto deluso, ancora una volta.

Il Presidente non ha mai avuto nessuna intenzione di regalare le proprie quote a chicchessia, e la mossa dell’aumento di capitale aperto a tutti è da leggere esclusivamente come un nuovo tentativo di gettare fumo negli occhi a una piazza di per sé già parecchio miope. Ancora un bluff, smascherato dall’uscita allo scoperto del gruppo di imprenditori interessato a entrare nel Bologna, col quale Guaraldi sperava di dimostrare alla città intera che di alternative a lui non ce n’erano, che nessuno fosse interessato al BFC, sperando in questa maniera di vedersi – almeno parzialmente – legittimato a rimanere in sella.

Si può dire tutto e il contrario di tutto su Guaraldi, ma non si può di certo negare che sia un inguaribile ottimista. Come nelle passate stagioni (in particolare l’ultima) era convinto di potersi salvare vendendo i giocatori migliori e sostituendoli con gli Ibson e i Friberg, anche per la stagione alle porte il Presidente nutre in cuor suo la convinzione di potersi riscattare, riconquistando prontamente la serie persa nell’ultima, disastrosa annata.

Alla vigilia del primo impegno ufficiale della squadra, dunque, a tenere banco sono ancora una volta le questioni societarie. Questa costante instabilità non può che far male a una squadra nuova, che affronterà il prossimo campionato di Serie B con l’obiettivo – realizzabile o meno, sarà il campo a dircelo – di una conquistare una pronta risalita.

Più che un difensore d’esperienza o un avanti con tanti gol nei piedi da affiancare a Cacia, il nostro amato e disgraziato Bologna ha bisogno di una società solida alle spalle, condizione necessaria per ottenere risultati importanti sul campo. Lungi da me affermare che Stefano Bruni e gli altri imprenditori che compongono la cordata rivelatasi al pubblico negli ultimi giorni possano esserlo, anzi a ben vedere il loro passato non lascia affatto tranquilli. L’unica certezza, ahinoi, è che queste garanzia non le possa dare l’attuale Presidente.